Domenica 2 luglio 2017 ore 16 – Dum Dum Republic, via Laura Mare, Capaccio-Paestum (Salerno), Tommaso Primo con “Fate, Sirene e Samurai”. La bellezza delle piccole cose come antidoto alla bruttezza, la world music che incontra il pop.

La spensieratezza, la delicatezza e l’allegria dell’ala più naif del cantautorato newnapoletano. La bellezza delle piccole cose come antidoto alla bruttezza, la world music che incontra il pop. Ancora uno straordinario concerto al tramonto al Dum Dum Republic domenica 2 luglio dalle ore 16 con il cantautore Tommaso Primo in versione full band con il suo album d’esordio “Fate, sirene e samurai”. Dieci storie moderne, intense e delicate, che rimandano al mito, alla fiaba e alla canzone classica napoletana, in un gioco di contaminazioni tra sonorità e culture differenti, inserite nel lavoro discografico prodotto dalle etichette partenopee FullHeads e AreaLive e distribuito da iCompany. Un concerto ricco di sonorità, dai ritmi della bossa nova a quelli della samba, con storie partenopee narrate con tono scanzonato e voce coinvolgente.

Il cinema felliniano, i testi di Caetano Veloso e la genialità di Disney ispirano un disco che vuole cantare l’amore, ma anche l’immigrazione, la guerra e i valori dettati dalla natura, attraverso metafore e suggestioni, che scorrono nel perfetto accordo tra parole e musiche, arrangiate dal produttore artistico Enzo Foniciello, in arte Phonix.

“Onna ‘e mare ca vasi ‘a riva
terra libera senza Re
brilla luna ca ‘cca si ‘a diva
sbatte ‘o core a ritmo ‘e djambe
Damme ‘a mano, uocchie cattive
frat ‘e ssora simme io e ‘tte
piuma janca fronna d’aulive
damme ‘a mano e resta cu ‘mme”

Si parte dalle “fate” che richiamano il tropicalismo del Brasile, nei testi come nella musicalità. Immancabili le “Sirene” di tradizione napoletana. L’album è infatti interamente cantato in dialetto, che ne impreziosisce la narrazione, e partenopei sono i featuring con Dario Sansone, Fede’n’Marlen e il pianista e compositore Danise, oltre al legame con il sound popolare che è presente nei temi trattati, nel linguaggio e nelle ambientazioni di alcuni brani. Infine l’esotismo dei “samurai”, un omaggio al Giappone come simbolo dell’unione tra tradizione e modernità.

E a seguire il dj set di Peppe Yoshi Popeye e il feeling speciale che riesce ad instaurare con la platea. È proprio al beach club della costiera cilentana che Peppe ha iniziato a muovere i primi passi, facendo girare i primi dischi, fino ad esibirsi negli opening act dei concerti dei grandi artisti ospiti delle rassegne estive, come Raiz e gli Almamegretta, Roy Paci, Zibba, James Senese, Johnny Osbourne, i Motel Connection, Lampa Dread, Walshy Fire e tantissimi altri. Una passione e un amore per la musica che in pochi anni lo hanno portato a diventare il dj resident del Dum Dum Republic, di cui, attraverso le vibrazioni della consolle, riesce ad amplificare l’energia. Musica per essere felici, con selezioni sempre molto happy e mai assordanti, per ritrovare la voglia di ballare insieme, di stringersi in un abbraccio o di lasciarsi andare ad un bacio folle ed appassionato. Il suo è un dj set esuberante, solare ed ironico, mai lineare o predefinito, che confluisce in un’architettura di divertimento improntata alla world music, a quei suoni del mondo che di anno in anno attraversano il Dum Dum. Un dialogo tra culture in una narrazione suonata, tra sonorità vintage, rock, pop, dance, musica in levare, funk, fino alle espressioni più sofisticate del cantautorato di nicchia divenute la colonna sonora dell’estate cilentana. Musica senza freni e senza barriere, alla ricerca della felicità.

 

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