La castagna di Montella, un prodotto tipico da preservare

Proveniente principalmente dalla varietà Palummina e poi da quella Verdole, con una pezzatura medio – piccola (circa 90 frutti a kg), la classica forma rotondeggiante e la polpa bianca, dolce e croccante, la castagna di Montella si presenta come uno dei prodotti più saporiti delle zone campane, oltre che indicato come prodotto a Indicazione Geografica Protetta (IGP).

La castagna è un frutto la cui produzione pianta radici molto antiche: si pensa che la coltivazione del castagno sia stata praticata già dal VI secolo circa. La castagna, già dal periodo medievale, venne utilizzata per molteplici scopi, come produrre la farina. Anche l’albero da cui proveniva veniva sfruttato come materiale per la costruzione delle abitazioni, o come legna da ardere. Ai giorni nostri, la castagna di Montella rappresenta la massima produzione dell’avellinese, ma la sua bontà proviene anche dai territori limitrofi al comune che più la produce, come Cassano Irpino e Bagnoli Irpino, Volturara Irpina, Montemarano e Nusco. Entrata ormai nella cultura del comune di Montella, la castagna trattata in questa zona viene utilizzata come ingrediente anche nella trasformazione in marron glacés, purea di castagne, o marmellata. Tipico è il suo utilizzo specialmente nel periodo natalizio, momento nel quale la castagna di Montella viene denominata anche “castagna del Prete”. La sua realizzazione avviene anzitutto tramite l’essiccazione del guscio, durante la quale le castagne vengono poste su dei graticci di legno (rigorosamente di castagno!), poi tostate con dei forni ventilati, e infine reidratate. Il comune di Montella è il principale produttore della castagna, e il frutto coltivato non viene solo gustato nei territori campani, ma perfino all’estero, come negli Stati Uniti e nelle nazioni Europee. Per poter assaporare al meglio questa delizia avellinese, un’ottima occasione è la sagra della castagna, che viene organizzata nel comune di Montella nel periodo di novembre.

Mi piacerebbe lavorare come giornalista, amo scrivere ma la musica ha un suo spazio del tutto personale in me, in particolare lo studio del canto. Non sono pretenziosa ma nemmeno approssimativa, scrivo di ciò che vedo, leggo e sento, con un pizzico di obiettività.

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