Caupona: dove de gustibus non disputandum est è l’ingrediente principale per un’ottima cena ai tempi dell’antica Roma, in una Pompei ricca di misteri.

Caupona per i latini rappresentava l’osteria.

A pochi passi dagli scavi di Pompei Francesco e Aniello, due giovani imprenditori, decidono di aprire un ristorante denominato in questo modo.

La villa che viene riprodotta fedelmente è quella di Lucio Vetuzio Placido. L’intento è quello di divertire e offrire cene luculliane. Così tra anfore e Satiri in bella vista sui tavoli, ci si può trastullare. L’ingresso è molto accogliente: un giardino in piena regola con tanto di volti di Bacco terracotta, frutteti e tavolini di marmo per soddisfare l’appetito.

I clienti vengono catapultati nella cucina di Marco Gavio Apicio. Prendendo spunto dalle sue ricette (De Re Coquinaria), i due proprietari hanno riproposto i piatti tipici pompeiani. Il periodo storico della famosa cucina di Apicio è quello che precede la nascita di Cristo. Tiberio ne era l’imperatore.

Il Menù

Il menù della cucina gourmet offre delicatissimi piatti.

Si può scegliere sia il menù fisso di Apicio di trenta euro che contiene un po’ di tutto, tra antipasti, primi e secondi con relative bevande. Oppure considerare l’opzione di assaggiare solo alcune portate. Da leccarsi le dita sono gli antipasti quali soufflé di spinaci e cavolfiore, seppioline ripiene di scarola maritata, carciofo e mousse di patate.

Tra i prodotti tipici, degni di nota le noci di Sorrento, baccalà, pomodorino giallo e la colatura di alici di Cetara.

Se ciò non basta a convincere, si aggiungono come fiore all’occhiello del locale la dovizia di particolari nella ricostruzione degli affreschi pompeiani. Ci sono i  colpi dello scalpellino degli archeologi contro le pareti durante i primi scavi di Pompei. C’è perfino il segno lasciato dai lapilli del 79 d.C. sulle pareti. Tutto riprodotto fedelmente.

I commensali hanno la possibilità di vestirsi da ancelle o senatori, secondo la moda dell’epoca. Con tanto di corona di alloro. La signora Teresa aiuterà le fanciulle nella simpatica vestizione. Tutto creato appositamente per Caupona.

Infine, per chi volesse destreggiarsi nell’arte del combattimento, all’ingresso è appoggiato il finto gladius. Ma è giunta l’ora di posare le armi, Apicio attende in cucina.

 

 

 

 

Figlia e nipote di ferrovieri, nasco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, iscritta a Flickr per comunicare visivamente la mia tecnica fotografica nei miei viaggi, nel 2000 mi sono classificata al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. Laureata in lettere moderne con indirizzo spettacolo nel 2007, ho lavorato nelle scuole superiori come docente di lettere e per un breve periodo come guida turistica. Contemporaneamente ho seguito vari corsi di scrittura creativa, editoria, grafica, fotografia digitale e reporter di pace. Attualmente sono iscritta al Circolo Letterario Anastasiano col quale partecipo a reading letterari e ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ''Residui d'Irpinia''. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la sezione artistica dedicata alla mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Infine gestisco un blog personale che si interessa di sapori e folclore italiano e lavoro per l'amministrazione di uno studio contabile.

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