Architettura, paesaggio, natura e soprattutto gastronomia: a Cusano Mutri il fungo porcino si respira nell’aria

Si arriva a Cusano Mutri, borgo dell’infiorata e dei funghi porcini, percorrendo la strada provinciale che da Telese Terme conduce a Cerreto Sannita e, ciò che si mostra agli occhi ancora prima di arrivare, basta per mettersi in macchina e andare a farsi un giro: un borgo medievale arroccato intorno ad un castello, su uno sperone roccioso del massiccio del Matese, con case a strapiombo sulla valle sottostante.  Non è un caso se il borgo medievale di Cusano Mutri, nel 2007, è stato inserito nella lista dei “Borghi più belli d’Italia”: il suo impianto urbano con stretti vicoli e scale tortuose, le architetture medievali, gli archi imponenti, le cupole e i campanili che svettano sui tetti delle case in pietra calcarea,  bastano a giustificare tale inserimento.

Ma Cusano Mutri è anche molto altro: è natura, ad esempio. A poca distanza dal centro abitato, infatti, ci sono le Gole Di Caccaviola, un percorso scavato nella roccia che permette di addentrarsi lungo il corso del Titerno, per scoprire bellezze davvero uniche. O ancora le Gole di Conca Torta, le Forre di Lavello, lungo le quali è possibile arrivare ad un serie di grotte dai nomi a dir poco suggestivi: la Grotta Chiusa, la Grotta delle Fate, la Grotta delle Streghe.

Architettura, paesaggio, natura: a Cusano Mutri non mancano di certo le tradizioni. La più suggestiva e anche la più nota è sicuramente l’infiorata del Corpus Domini: una festa centenaria che si svolge lungo le strette strade del borgo, che, per l’occasione, vengono coperte da veri e propri tappeti di petali di fiori locali che, sistemati da mani sapienti, danno vita a quadri di carattere religioso.

Quindi a Cusano Mutri c’è proprio tutto? Direi proprio di si perché, ancora, anche i prodotti tipici di questo borgo meraviglioso sono eccellenti e soprattutto molto profumati. Di cosa parlo? Di sua maestà il fungo porcino: perché sono proprio i funghi porcini i signori indiscussi del sottobosco cusanese, chiamati in dialetto “sigl”, dal latino “suillus”, ovvero “porcellini”, da cui poi “porcino”. Ogni anno infatti la “Sagra dei Funghi” di Cusano Mutri, che si svolge per tre settimane tra settembre e ottobre, richiama sempre più visitatori, diventando in questo modo un appuntamento fisso per tutta la Regione.

E se parliamo di funghi, la prima cosa che ci viene in mente sono di sicuro le tagliatelle: piatto più che diffuso in quel di Cusano Mutri, dove queste sono rigorosamente tirate a mano e un po’ più spesse di quelle che siamo soliti mangiare. E poi? L’inverno è ormai alle porte e il clima freddo ben si sposa con un bel piatto caldo e profumato: una zuppa potrebbe andare bene? Ecco quindi la ricetta della zuppa di farro e funghi porcini.

Ingredienti:

  • farro;
  • funghi porcini;
  • olio d’oliva;
  • cipolla;
  • carota;
  • uno spicchio d’aglio;
  • prezzemolo;
  • burro;
  • sale.

Sciacquate il farro e fatelo cuocere in acqua bollente per 30 minuti; intanto, rosolate la cipolla insieme al trito di carote nell’olio d’oliva. Aggiungete i funghi tagliati a cubetti e fate andare a fuoco lento fino a cottura ultimata. Unite il farro ai funghi e continuate la cottura per altri 15 minuti, aggiungendo il sale. Mantecate il tutto con una noce di burro e servite con crostini di pane raffermo tostati e insaporiti con aglio e prezzemolo.

Non mi resta che dirvi … buon appetito!

Ilaria Limongiello nasce ad Avellino nel 1988, ma trascorre i primi anni della sua vita in Friuli-Venezia Giulia, nella città di Trieste. Tornata nella sua terra, l’Irpinia, intraprende la sua carriera scolastica, diplomandosi, con ottimi risultati. Attualmente sta per concludere il suo percorso universitario, presso la facoltà di Ingegneria Edile-Architettura dell’Università degli Studi di Salerno. Da tre è volontaria FAI (Fondo Ambiente Italiano) e con la sua Delegazione ha collaborato in prima persona alla realizzazione di svariati eventi.
La fotografia è la sua più grande passione, nata in giovane età e trasmessale dalla madre. E’ una passione che coltiva ormai da tempo, da autodidatta, partecipando a concorsi e sfruttando ogni occasione per indagare il mondo con il suo obiettivo. Ha avuto la possibilità di calcare grandi palchi della musica nazionale ed internazionale, come Umbria Jazz, il Pozzuoli Jazz Festival o il Festival dei Due Mondi di Spoleto, come fotografa di alcuni gruppi musicali campani.
Obiettivi per il futuro? Lavorare NELLA sua terra, PER la sua terra.

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