La Fattoria Maria Petrillo, un luogo immerso nel verde comune di Lapio dove riscoprire le antiche tradizioni contadine e i veri sapori campani

Nel territorio del Fiano di Avellino e del Taurasi DOCG, a Lapio, in provincia di Avellino, sorge la Fattoria Maria Petrillo condotta con la sapienza matronale di un tempo dalla Signora Maria, che con passione prosegue, proiettandola nel futuro, la tradizione contadina dei suoi avi. Come nelle antiche case padronali, nella Fattoria Maria Petrillo vivono diverse anime, per conoscere le quali è necessario abbandonare il ritmo incalzante della quotidianità e immergersi nella tranquillità silenziosa delle colline della Media Valle del Calore, impreziosite dal verde degli ulivi che circondano la struttura.

La sapiente ristrutturazione dell’antico casolare ha consentito la creazione di diversi spazi dedicati ciascuno ad un’attività che rende unica la fattoria, dove l’antico incontra il moderno e il rispetto delle tradizioni si accompagna alla costante ricerca di elevati standard di qualità. Si comincia dal piano terra dedicato all’agriturismo, dove è possibile gustare i piatti tipici della tradizione rurale irpina, cucinati ancora secondo le antiche ricette rimaste immutate per secoli. Tale spazio è anche utilizzato per la realizzazione di eventi quali degustazioni guidate degli ottimi vini autoctoni, spesso accompagnati da taglieri di salumi e formaggi, frutto della locale arte norcina e casearia. Il piano inferiore ospita un piccolo frantoio aziendale dove vengono molite le olive coltivate sui terreni della fattoria, che ospita piante appartenenti alla rinomata e rara cultivar “Ravece”.

L’uliveto si estende per circa Ha 3,08 ed è diviso in cinque appezzamenti, quattro siti nel Comune di Lapio e uno nel Comune di Montemiletto e rientra nell’areale di produzione dell’olio Extravergine di Oliva Irpinia Colline dell’Ufita Dop. Sono presenti circa 1260 piante, la maggior parte delle quali sono le tipiche cultivar irpine quali la Ravece, Marinese, Ogliarola, il Pendolino, le stanti appartengono alle altre regioni italiane. La produzione media per piante e di circa 15Kg con una resa media in olio che ne deriva 15-17% ed un’età variabile dai 4 ai 50 anni. Le tecniche di coltivazione degli oliveti sono quelle tradizionali, che assicurano all’olio che ne deriva l’elevato e noto pregio qualitativo. Sulla base del grado di maturazione viene effettuata la raccolta differenziata per cultivar e le olive sono rigorosamente lavorate entro le 4 ore in modo separato. Il frantoio aziendale Oliomio, prodotto dalla Toscana Enologica Mori, estrae l’olio a freddo, senza aggiunta d’acqua, con sistema di estrazione centrifuga a due fasi.

L’olio che se ne ricava si distingue per le pregevoli caratteristiche aromatiche e gustative di colore verde più o meno intenso, il sapore presenta toni di amaro e piccante decisi ed equilibrati, perfettamente bilanciati dal sentore fruttato di oliva intensa con chiaro aroma erbaceo e spiccate note di pomodoro verde, foglia di pomodoro e carciofi. Il Ravece della Fattoria Maria Petrillo si apre su noti dolci di frutta che ricordano la mela, poi è la volta della mandorla e del pomodoro. In bocca è fugacemente dolce. A vivacizzare il percorso gustativo pensa un piacevole amaro su cui si impone, nel finale, un piccante persistente. La notevole presenza di note aromatiche e il suo gusto fruttato intenso fa prediligere l’uso di quest’olio su piatti di una certa consistenza, come minestre a base di legumi, gustose pastasciutte della tradizione irpina, zuppe, bruschette e grigliate di carne. Tutte specialità proposte dalla cucina dell’Agriturismo che può contare, per la realizzazione dei piatti presenti in menù, anche sulla stagionalità delle erbe e verdure provenienti dall’orto biologico aziendale, che consente di realizzare una cucina davvero a Km0.

L’olio della Fattoria Maria Petrillo, acquistabile anche presso il punto vendita aziendale, ha ottenuto, inoltre, diversi premi e riconoscimenti, tra cui: Premio Extrabio 2016, 2 Foglie Gambero, menzione all’interno della Guida Slow Food. Infine, l’azienda è dotata anche di un piccolo mulino con ruote in pietra, utilizzato per la produzione di farina ricavata da pregiati grani locali. Tante anime per lo stesso casolare che vi accoglierà per trascorrere piacevoli momenti alla riscoperta del mondo contadino.

 

Giovane dall'età indefinita, da oltre 10 anni nel mondo della comunicazione. Una Laurea, un Master, giornalista, scrittore, esperto di eno-gastronomia e della Campania, allenatore di Karate. E' il creatore e direttore del Museo dei Castelli di Casalbore (AV), attività che gli ha valso il soprannome di "Signore dei Castelli". Vincitore di vari premi nel mondo della pubblicità e della cultura. Testa proiettata nel futuro e piedi saldamente ancorati alla propria terra, il suo motto è "Si può fare!".

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