La città di Minori, sulla costiera amalfitana, è caratterizzata da una tradizione gastronomica molto antica, e vanta un tipo di pasta, gli ndunderi, apprezzabile da ogni palato.

La costiera amalfitana non delude sotto nessun punto di vista. Oltre ai paesaggi mozzafiato e al meraviglioso mare, nell’antica città di Minori, in provincia di Salerno, la tradizione culinaria offre un tipo di pasta particolarmente gustoso. Nella nostra regione il comune di Gragnano detiene il titolo, riconosciuto addirittura a livello europeo, di “Città della Pasta”, ma pochi sono a conoscenza che furono proprio i pastai di Minori a giungere, nel ‘700, nell’odierna Gragnano, trasferendosi e lavorando la pasta.

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L’origine degli “ndunderi” è antichissima, difatti i pastai di Minori si ispirarono alle “palline latine”, cibo caratterizzante la lontana epoca romana. Le suddette sono formate dalla “farina caseata”, ovvero da farro e latte cagliato. La variante degli ndunderi prevede invece, anziché del farro, la farina, il latte cagliato oppure la ricotta, uova, formaggio di vacca, sale e pepe, e noce moscata.

La lavorazione avviene rigorosamente a mano, e non è raro, tutt’altro, che essa possa avvenire in casa, nelle quali la lavorazione degli ndunderi è tramandata di generazione in generazione. Similmente alla lavorazione degli gnocchi, quella della pasta di Minori consiste nel prolungare un cordone d’impasto per poi tagliarlo a tocchetti e passarli successivamente lungo una grattugia, dopo aver conferito loro, con una leggera pressione, una forma ricurva. La salsa che accompagna solitamente questa pasta deliziosa è il ragù di carne, ma gli ndunderi si sposano perfettamente con qualsiasi tipo di condimento. Riconosciuti dall’Unesco come una delle prime paste alimentari, gli ndunderi sono un elemento tipico preparato durante la festa del patrono di Minori, santa Trofimena, che si festeggia 5 volte l’anno, e in occasione del “Gusta Minori”, evento culturale e gastronomico nato nel 1996.

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