Le nostre papille gustative potranno finalmente tornare ad assaporare, il torrone, un tipico dolce molto conosciuto nella nostra regione.

Con il ponte di Ognissanti, oltre a dei giorni di relax, arriva una delizia per il nostro palato: il torrone. La sua origine è millenaria. Difatti, il primo torrone è stato creato nell’era Romana, si chiamava “cupedia” e fu citato dagli autori latini Marziale e Terenzio.

La tradizione di questo dolce gustato il primo novembre (e a Natale), nella variante napoletana, è ad opera,invece, del campano Innocenzo Borrillo, il quale creò nel lontano 1891 il Croccantino Bacio, l’antenato più antico del torrone che conosciamo attualmente. Da questo dolce, i pasticcieri si sbizzarrirono creando miscele di tutti i tipi, con una base di zucchero e miele. Il torrone classico è fatto generalmente con le mandorle, ed ha una consistenza dura e croccante, ma esiste anche la sua variabile morbida, con l’aggiunta di elementi come la cioccolata.

Italian torrone sweet

Oltre a quest’ultima, gli ingredienti possono essere, per quanto concerne la frutta secca, non solo mandorle, ma anche nocciole, pinoli, pistacchi, e in alternativa al cioccolato (fondente, al latte, bianco), la gianduia.

È importante la qualità degli elementi e la loro quantità. Ad esempio, secondo la tradizione, la frutta secca gioca un ruolo fondamentale, e la sua quantità dovrebbe rappresentare più della metà del peso totale. Nonostante il torrone sia diffuso in quasi tutta l’Italia, la Campania vanta le zone dell’Irpinia e del Sannio nella produzione del suddetto.

Chocolate flows on nuts. Tasty look - abstract food background

In Irpinia, vi è una minuscola frazione di appena 600 abitanti chiamata Dentecane, la quale vanta ben cinque fabbriche di torrone, tra le quali spiccano Garofalo, Nardone e Di Iorio.

Quest’ultima esiste dal 1750, e fu fondata da Federico Di Iorio, ma ciò che la rese conosciuta al grande pubblico è il “farcito”. Questa variante del torrone è stata introdotta nel 1927 ed è caratterizzata dalla presenza di uno strato di cioccolato tra due strati di torrone tradizionale. Successivamente al farcito, negli anni cinquanta fa la sua comparsa il rinomato “pan torrone”, creato sempre nella frazione di Dentecane, e consistente nell’introduzione del pan di Spagna all’interno del dolce. Il Sannio presenta invece due tipologie di torroni: il torroncino croccantino di San Marco dei Cavoti e il torrone di Benevento.TORRONE

Quest’ultimo presenta tre varianti: tenero con mandorle, cupedia friabile con nocciole, friabile con mandorle. Oltre al torrone di Benevento, è rinomato il torrone a Liquore Strega, della cui ricetta ne sono a conoscenza solo due persone. Il suo nome è dovuto alla leggenda delle streghe di Benevento. Il torroncino croccantino di San Marco dei Cavoti è invece ad opera del già citato Innocenzo Borrillo.

Un dolce di dimensioni molto ridotte, ricoperto di cioccolato fondente, ma incredibilmente gustoso, che ha donato, con la sua bontà un altro motivo di vanto all’intera Campania.

Mi piacerebbe lavorare come giornalista, amo scrivere ma la musica ha un suo spazio del tutto personale in me, in particolare lo studio del canto. Non sono pretenziosa ma nemmeno approssimativa, scrivo di ciò che vedo, leggo e sento, con un pizzico di obiettività.

Un pensiero riguardo “Il torrone, croccante o morbido, elemento della nostra tradizione

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