Genuinità, qualità e simpatia nella Napoli culinaria de “La cantina del Gallo”

Immersa nel cuore del quartiere Sanità l’antica osteria e pizzeria “La Cantina del Gallo” offre ai napoletani, e non, la possibilità di conoscere la cucina tipica napoletana, accompagnati dall’atmosfera classica della Napoli gioiosa e ilare. Aperta nel 1898, il locale è gestito ormai da quattro generazioni dalla famiglia Silvestri, oggi guidata dal padrone di casa Rosario, impeccabile cuoco e straordinario piazzaiolo. Nella loro offerta gastronomica si legge tanta passione per la tradizione partenopea e per il cibo del passato: dalle pizze classiche alle pizze della casa, una su tutte la pizza “cafona” (una base marinara che si sposa squisitamente con pomodorini freschi tagliati a filetto, scaglie di grana e peperoncino), i “pizzicotti” (piccoli panzerotti farciti e cotti al forno), tanti primi prelibati della tradizione (pasta e fagioli, pasta e patate, le pennette alla sorrentina, e la genovese), specialità di pesce. Talvolta non manca qualche sorpresa culinaria della casa, come la frittata di maccheroni e le melanzane impanate e fritte.

Il locale, accogliente e spazioso, è situato in via Alessandro Telesino 21, a pochi passi dalla fermata della metropolitana di Materdei e nei pressi del famoso Cimitero delle fontanelle, uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti di Napoli. Aperto dal Lunedì alla Domenica dalle 12:30 alle 15:30 e dalle 19:00 alle 23:30, offre inoltre la possibilità di organizzare eventi, feste e cerimonie.

Ottimo il servizio e rapido, spesso diventa modo per assistere alla giocosità e alla simpatia dei camerieri e della famiglia Silvestri, trasformando una semplice “pizzata” in un’esilarante cena-spettacolo.
Tutto ciò per dei prezzi che rientrano nello standard di una tradizionale pizzeria (si parte dai 3,50 € per una margherita ad un massimo di 6 € per le pizze speciali).

Chi ama Napoli non può non far visita a “La Cantina del Gallo” che propone uno dei modi per conoscere la città, assaggiando la vecchia cucina di “una volta”.

Commenta