La cassata avellana: marchio registrato per il dolce simbolo della pasticceria Pesce.

Non sei irpino se almeno una volta nella vita non hai mai assaggiato o non hai mai sentito parlare della Cassata avellana, marchio registrato antica pasticceria Pesce. Un capolavoro della gastronomia, fiore all’occhiello dei dolci della Bassa Irpinia.

Praticamente, uno scrigno di pan di spagna racchiude in sè l’ estasi del gusto, un amalgama di tradizione, odori e sapori  mischiati a una morbida mousse di ricotta di pecora con a copertura  una cascata di pregiate nocciole “mortarella”; il rinomato e antico frutto di eccellenza locale  a cui la cittadina deve il suo nome.

Proprio la nocciola è il valore aggiunto del dessert, poichè ne sancisce il gusto intenso e corposo. In effetti, questa specialità è la versione irpina della cassata siciliana, solo che invece della frutta candita si usano le nocciole del luogo. Nasce così un dolce d’autore che custodisce con stile inconfondibile tutta la maestria e l’esperienza di una famiglia che da 120 anni si tramanda da padre e figlio i segreti dell’arte pasticciera locale.

Inaugurata nel 1896, la pasticceria Pesce vanta quattro generazioni di Maestri pasticceri. Da allora, qui, sono stati consumati quintali di farina, di zucchero, di burro, litri di latte e migliaia di uova fresche per dar vita ad altrettanti innumerevoli delizie che hanno caratterizzato epoche e località.

Oggi, la tradizione dolciaria della pasticceria è nelle mani di Pasquale Pesce, figlio di Ernesto, che a sua volta l’aveva eredidata da suo padre. La pasticceria Pesce negli anni ha sempre saputo mantenere un profilo alto, sfornando dolci di qualità eccellenti. Tanto da rendere le sue specialità famose in tutta la regione.

Il 18 Dicembre 2016 la rinomata impresa ha festeggiato l’importante traguardo dei 120 anni d’attività. Per l’occasione è stata organizzata l’inaugurazione della nuova sede, in via G. Leopardi. Alla serata sono stati invitati amici, parenti, conscenti, blogger e giornalisti e naturalmente pezzo forte della serata è stato l’arrivo della specialità della casa: la cassata avellana.

Un tributo doveroso al dolce che è ormai un’icona per il comune irpino. La cassata avellana è un’eccellenza locale che con il suo sapore delicato e persistente narra del proprio e degli altri sapori autentici di questa terra,  che conquistano.

Zaira Varallo, irpina DOC, ha conseguito la maturità scientifica per poi studiare Psicologia e diventare educatore. Scrivere è da sempre il suo ossigeno. Si interessa attivamente di poesia, cinema, arte; ha scritto diversi articoli giornalistici, pubblicati su “il Cassanese” e sul “Quotidiano del Sud” ( Edizione Irpinia). Alcune sue poesie sono state raccolte nella collana “Impronte” e nell’ antologia “Il Federiciano”. Nel Dicembre 2014 e in quello 2016 é stata premiata al Campidoglio, in Roma, II classificata nel Concorso Internazionale d’ Arte e Cultura dell’ Accademia G.G. Belli , nella sezione articolo giornalistico. Nel giugno successivo è stata premiata con menzione di merito al concorso internazionale di poesia Madre Claudia Russo. Importante esperienza è stata intervistare l’ attrice hollywoodiana Maria Elena Bello . Lo scorso agosto, si è classificata terza nel Premio letterario “ versi sotto gli irmici” a Piaggine ( SA); poi un'altra menzione d’ onore nel premio letterario “ Ex allievi di Don Orione” ( Macerata) ed a Ottobre risulta tra i finalisti in “emozioni di carta in bianco e nero”, Poggio Imperiale ( Foggia). Il 2017 si apre con una menzione d’ onore nel premio letterario “ Il Canto delle Muse” , Bellizzi (SA). Naturalista convinta. Con la penna riporta sul foglio tutte le sfumature dell’ essere che nella vita s’incontrano.

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