Quello che i musicisti non dicono

Tutti sanno che Syd Barret andava matto per il fish&chips a causa di quel vizietto che aveva comune a molti suoi colleghi, poi quando è andato in paradiso, il buon Dio dei musicisti lo ha messo un po’ a dieta altrimenti metteva su la pancetta come David Gilmour. Quello che non tutti sanno è che Syd ogni tanto viene in Campania per mangiare la vera pizza, perché la pancetta non la vuole mettere ma pure il fish&chips che gli danno lassù non è granché.
L’altro giorno in una sua scampagnata culinaria si è messo a sospirare che aveva trovato thedark side of the moon e che si trovata proprio a Baiano, provincia di Avellino, precisamente via Guglielmo Marconi, n. 27.

La Napoletana è un locale gestito dalla famiglia Garofalo. Rosarita la moglie, Gennaro il figlio pizzaiolo e Filippo, il padre, dicono che Syd non l’hanno mai visto ma si capisce dal menù perché Barret ha scelto proprio loro. È una questione di sperimentazione, così dice.
Syd ha inventato la musica psichedelica e Filippo ha inventato lo scrigno. Come portata storica siamo lì, come portata soprattutto.
Lo scrigno è un ripieno di formaggi filanti racchiusi in una scorza di pizza croccante, accompagnata da pomodorini freschi, basilico e parmigiano. Nella sua versione con le verdure il ripieno è composto da patate, zucchine aromatizzate al rosmarino rinchiuse in un fazzoletto di pizza. Una bellezza alla vista, ma ancora più al palato. Patrimonio dell’umanità proprio come i Pink Floyd.

Quando si dice alla famiglia Garofalo che la loro pizza è gourmet, loro ribattono che invece è informale, tutt’altro che pretenziosa. Ad esempio, un giorno Filippo non sapeva che farne di una pasta e patate avanzate e ha inventato un ripieno alla crema di patate aromatizzata con del lardo di colonnata. Tradizione o innovazione, nemmeno Barret lo sa dire.

Durante un suo viaggio in Giappone, poi, Filippo è incappato nella tradizione dell’aglio tostato. E allora perché non usarlo per condire la pizza? Pizza aglio e olio per “aperipizza”, dunque, un richiamo allo spaghetto nostrano ma anche ad un’altra cultura, lontanissima da noi.

D’inverno il clima freddo e pungente spinge alla necessità di rinfrancare gli avventori con pizze dal sapore antico come la pizza con la trippa o la pizza con i fagioli alla messicana. Queste, ampiamente sconsigliate ai deboli di cuore.

L’impasto è quello classico napoletano, tanto che pure Syd ha imparato a farlo: acqua, farina, sale e lievito di birra. Tempo di maturazione 12 ore. Gli ingredienti tutti campani: datterini gialli e rossi, nocciole avellane, porcini, tartufi, il provolone del Monaco, il pomodorino del Piennolo.
Come dire che il fish&chips lo pescano direttamente dal Tamigi. Non c’è competizione.
D’estate si mettono in tavola pizze fresche e ricche di verdure, la pizza contadina, con insalata mista, la pizza con la scarola cruda o la pizza con i fiori di zucca. Un tentativo di rianimare il cliente dalla calura eccessiva con gusto.

Syd ha poi rivelato in un’intervista agli angeli di essersi innamorato della pizza al ragù di nocciole e funghi porcini, dopo la quale ha dovuto fare un digiuno di tre giorni e che senza la pizza dolce alle amarene campane forse Dio lo avrebbe ancora accettato in paradiso. Syd, la prossima volta, invita Dio a cena alla Napoletana, e vedi come ti perdona.

Ottima anche il rapporto qualità prezzo, si sa che gli inglesi sono tirchi.

2 pensieri riguardo “La Napoletana, nuova frontiera dello sperimentalpizza

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