Un piccolo frutto IGP dalle grandi caratteristiche e dall’inimitabile sapore, la Nocciola di Giffoni è una delle specialità salernitane

La nocciola “Tonda” di Giffoni, coltivata su una superficie complessiva di circa 2.600 ettari, rappresenta il 90% della produzione di nocciole nella provincia di Salerno. La Campania detiene il primato per la produzione di questa piccola bontà e sono circa 1200 le aziende agricole che si occupano di tale coltivazione.
Sulla coltivazione della nocciola in Campania abbiamo numerosissime testimonianze risalenti già alla cultura latina fina dal III secolo a.C., e da reperti archeologici, come ad esempio resti carbonizzati di nocciole, conservati ed esposti al Museo Nazionale di Napoli.

La “Nocciola di Giffoni”, che vanta il marchio IGP, ha numerose caratteristiche distintive che ne fanno un prodotto unico. La forma del suo seme (è perfettamente rotondeggiante, ha il perisperma (la pellicola interna) molto sottile e facile da staccare, polpa bianca e consistente, un sapore aromatico ed estremamente gustoso. Inoltre questa piccola meraviglia è particolarmente adatta alla tostatura, alla pelatura e alla calibratura grazie alla pezzatura omogenea e media del frutto. Questi tratti particolari la rendono pregiata e idonea alla trasformazione industriale.

È molto richiesta, infatti, sia per la produzione di pasta e granella, sia come materia prima per la preparazione di specialità dolciarie di grande consumo. Nell’area di origine è utilizzata anche come ingrediente nella creazione di numerose prelibatezze, tra le quali: dolcetti, torte, gelati, creme, ma anche insoliti primi piatti e liquori alla nocciola.
Ma specialmente la “Nocciola di Giffoni” si presta, per forma e qualità del frutto, al consumo diretto, sia in guscio che come snack denocciolato intero. In ogni “salsa”, al naturale o ricoperta di cioccolato la nocciola IGP si sta facendo strada nel mercato internazionale il favore dei consumatori.
Essendo una cultivar medio-precoce la raccolta inizia già nella terza decade di agosto: una volta colte, le nocciole vengono essiccate per essere portate ad un’umidità del 5-7% e poi depositate in luoghi freschi e ventilati, privi di odori e umidità.

Alto è il valore nutritivo di questo frutto e pregevoli sono le sue caratteristiche organolettechie. Il suo consumo protegge dall’arterosclerosi e dalle malattie cardiovascolari per via di una concentrazione di sostanze grasse monoinsaturi, ad esempio l’acido oleico, che limitano fortemente i livelli di colesterolo nel circolo sanguigno. Inoltre è ricca di vitamina E, B, C e di minerali come il ferro, il rame, lo zinco, il fosforo, il sodio, il magnesio e il selenio, fondamentali per un corretto funzionamento del sistema cellulare.
La corilicoltura nell’area di Giffoni ha stretto un legame indissolubile con l’ambiente di produzione: la nocciola è ormai, insieme al celebre Film festival dei ragazzi, l’icona distintiva del luogo rinomata nel mondo, aggiungendosi al già rinomato e cospicuo paniere di prodotti agroalimentari tipici del salernitano.

 

"Se non volete che la vostra vita scorra monotona, grigia e vuota, fate che essa sia illuminata dalla luce di una grande e nobile idea". Giuseppe Ottaiano ha fatto proprio il monito che Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica, nel 1978 lanciò agli italiani nel Messaggio di fine anno. La sua idea? Raccontare il bello e il buono della Campania, attraversando i territori meno noti della regione e battendo le strade meno frequentate. Seguendo la propria idea, più di cinque anni fa ha cominciato a percorrere quella che viene definita il cuore verde della Campania, l'Irpinia, scoprendo paesaggi e culture che nulla hanno da invidiare ad altre zone d'Italia. L'Irpinia, nei secoli, è stata terra di passaggio e di migrazioni di popolazioni. Terra di Mezzo, viene denominata, per significare la rete di tratturi, di strade romane e medievali su cui hanno transitato, per recarsi in Puglia, pastori transumanti ed eserciti, pellegrini e viaggiatori. Testimoni di questa plurisecolare frequentazione sono borghi e centri storici arroccati sulle colline irpine. Fino ad oggi, Giuseppe Ottaiano ha incontrato, visitato e conosciuto 89 di questi borghi. La suggestione delle antiche pietre ha condotto Ottaiano, viaggiatore per scelta e passione, a realizzare un reportage fotografico che attualmente rappresenta un patrimonio documentale della terra d'Irpinia. Creativo da sempre, amministratore dell'agenzia di comunicazione Sema, Giuseppe Ottaiano appassionato di disegno e fotografia è impegnato nella realizzazione di progetti personali e istituzionali, sempre volti alla valorizzazione del territorio. In ambito fotografico ha realizzato le seguenti esposizioni itineranti: "Immagini come appunti di viaggio - Castelli e Fortificazioni in provincia di Avellino"; "Immagini come appunti di viaggio - Irpinia, terra di sorgenti"; "Immagini come appunti di viaggio - Irpinia, terra di gusto". "Immagini come appunti di viaggio - Irpinia, terra di fede". Inoltre è autore o co-autore delle seguenti pubblicazioni: Sapori Napoletani - Rogiosi Editore; Campania un mare di foreste, Guida alle foreste demaniali della regione Campania - Assessorato Agricoltura Regione Campania; Immagini come appunti di viaggio, castelli e fortificazioni in provincia di Avellino - EPT Avellino; Irpinia, terra di Castelli - Camera di Commercio di Avellino; Coltiviamo bellezze, guida alla floricoltura in provincia di Napoli - Coldiretti Napoli. Ha fornito, inoltre, le immagini fotografiche utilizzate per la guida Itinerari-Irpinia - Touring Editore - Slow Food Editore Ha ideato il percorso museale dedicato ai castelli e alle fortificazioni in provincia di Avellino, nella Torre Normanna di Casalbore Ha ideato il Network Terre di Campania Ha partecipato, in qualità di docente-esperto relatore, a corsi di formazione sulla pubblicità, sul marketing territoriale e sull'ospitalità a convegni e incontri.

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