L’azienda La Torrente, storica realtà imprenditoriale campana, attiva fin dal 1965, un’eccellenza del nostro territorio nella produzione di pomodori e derivati

La Torrente è un’azienda a conduzione familiare, esistente dal 1965, una realtà attiva sul territorio campano fin dai tempi in cui la lavorazione dei pomodori veniva fatta a mano, seguendo gli antichi metodi tradizionali. Oggi, nel 2017, La Torrente è uno dei leader del settore sia nel mezzogiorno sia in tutta Italia. Attenta a conservare, nel processo produttivo, i metodi tradizionali che garantiscono la qualità di un prodotto superiore, l’azienda oggi si avvale di moderni macchinari per la produzione industriale, mescolando così vecchio e nuovo senza però perdere il marchio distintivo: la cura dell’elaborato finale e la sua bontà.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Giuseppe Torrente, uno dei principali responsabili dell’azienda che ci ha rilasciato alcune dichiarazioni.

La prima idea dell’azienda nacque dalla passione per la tradizione contadina di Giuseppe e Annunziata Torrente, negli anni ’50, quando i due iniziarono a confezionare in bottiglie di birra la passata di pomodoro per la conservazione. Questa scelta fu presa per due principali motivi: efficacia ed economia. Efficacia perché il vetro, chimicamente inerte, permetteva di non aggiungere conservanti, poi, grazie al colore ambrato, il pomodoro era protetto dalla luce e durava di più. Economico perché il riutilizzo di bottiglie di birra abbatteva considerevolmente i costi di produzione. Inoltre, il formato da 66 cl era ottimale per il consumo familiare.

L’Azienda nel tempo ha sempre mantenuto il proprio carattere familiare. Il figlio maggiore di Giuseppe e Annunziata, Filippo, insieme al fratello Salvatore hanno ingrandito la passione dei genitori che è diventata un vero e proprio lavoro. Tanto e vero che nel mondo delle conserve La Torrente ha guadagnato una posizione di grande rilievo oggigiorno.

Oggi, in onore di Annunziata, l’azienda ha lanciato sul mercato un nuovo prodotto: la linea Nanù.

Abbiamo chiesto a Giuseppe quale fosse la tipologia di produzione seguita:

Le nostre conserve vengono prodotte continuamente, con i nostri agronomi seguiamo la coltivazione per tutto il tempo, in estate i pomodori giungono a maturazione con il clima caldo e ci sono collaboratori addetti che controllano che il prodotto rispetti i nostri standard qualitativi. I controlli non si limitano al prodotto ma vengono effettuati anche sul terreno di coltivazione. Una volta assicurati che il prodotto corrisponda ai nostri criteri di selezione si passa alla trasformazione e conservazione.

Come è avvenuto il passaggio dal metodo tradizionale a quello moderno?

Il passaggio è stato molto lento e graduale, soprattutto perché le idee che ognuno di noi ha, soci e familiari, sono e restano molto forti. Difficilmente si modificano. Oggi si percepisce il vantaggio del cambiamento, la nostra forza sta anche nella capacità di essere prontamente adattabili alle richieste di mercato. In un’azienda a conduzione familiare come la nostra il contatto tra genitori e figli c’è sempre e i modi di pensare cambiano spesso; le idee innovative, in fondo, si mischiano con la tradizione.

Grazie alla qualità garantita da numerose certificazioni di qualità di filiera e di rispetto nei confronti dell’ambiente e ad una distribuzione capillare, l’azienda La Torrente ha conquistato nel tempo un posto nell’harem dei produttori di conserve. Numerosissimi sono i prodotti realizzati dall’impresa, tra i quali va sottolineata la linea Gli speciali”, una gamma di lavorati che non segue la trasformazione industriale, bensì una artigianale, realizzata a mano. Una produzione piccola, rara. Di questa linea fanno parte Il Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP; il pomodorino del piennolo, tipico delle zone vesuviane, derivante da quell’area geografica. Ancora, i gialli, particolari per il sapore delicato e per il loro colore distintivo, naturale.

Da segnalare la Passata di pomodorino datterino proveniente dalla valle del beneventano, un prodotto dolce coltivato in maniera naturale, utilizzando solo acqua. Ovviamente non può mancare la linea di prodotti interamente BIO.

Quanto è importante la conoscenza del prodotto e del territorio?

È fondamentale conoscere il territorio e il prodotto. Io lo conosco da sempre, fin da quando ero piccolo, si tratta di una passione vera.  Ai nostri collaboratori chiediamo di conoscere le procedure di lavorazione e il prodotto, per avere maggiore consapevolezza del proprio lavoro.

Siete impegnati nel sociale?

Sì, di continuo, ci coinvolgono in molti progetti e iniziative.

Abbiamo infine chiesto a Giuseppe di suggerirci due piatti tipici della tradizione campana a cui abbinare due prodotti de La Torrente.

Di certo suggerirei il ragù napoletano per quanto riguarda l’utilizzo della passata, noi in particolare realizziamo una bottiglia che segue una procedura di conservazione risalente ai tempi più antichi. Segue quindi la tradizione. Per i pomodorini freschi posso dire che si apprezzano al meglio con un buon piatto di spaghetti e una foglia di basilico.

Sergio Mario Ottaiano, classe '93, Dottore in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia Federico II di Napoli. Musicista, giornalista, scrittore, Social Media Manager, Digital PR e Copywriter. Presidente del giornale Terre di Campania. Collabora per Music Coast To Coast, Fumettologica, BeQuietNight e MusicRaiser. Ha pubblicato svariati racconti e poesie in diverse antologie; pubblica con Genesi Editrice il romanzo dal titolo "Un'Ucronìa" Il 1/4/2014; pubblica con Rudis Edizione il saggio dal titolo "Che lingua parla il comics?" il 23/1/17.

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