#PizzaTour, un racconto napoletano, un incontro enogastronomico sopra le righe, alla scoperta delle migliori pizzerie campane: La pizzeria Da Concettina ai Tre Santi

La nostra tappa di oggi è la Pizzeria Da concettina ai Tre Santi, nella pittoresca Sanitá. Verrete travolti da un’ondata di folclore e dall’odore acre di pesce del mercato, odore di persone e di magnare dei vasci, se siete amanti di questi aromi siete a cavallo. Attraversato il mercato troverete una piccola oasi della felicitá culinaria. Un locale climatizzato dal gusto raffinato con un presepe mastodontico in fondo alla sala, e il wifi per sociopatici e imprenditori che mangiano la pizza con le posate.

Ed ora il momento che tutti voi stavate aspettando, il magnare.

Data la loro fama (e la nostra fame) abbiamo rotto il ghiaccio con la famosissima frittatina di pasta con la genovese (aroma giá assaporato nel mercato) che al primo morso mi ha catapultato in un’altra dimensione, ho pianto dalla commozione; il secondo antipastino molto più elaborato e borghese, è stata la montanarina con la pancetta del maialino di irpinia (che ormai lo mettono anche nel latte) con ricottadi fuscella al limone e basilico, un gusto particolare e raffinato che mi fatto subito esclamare “azz”. Veniamo alle pizze, la margherita questa volta non ha superato la prova, impasto perfetto ma bocciata sul fronte condimento, mozzarella e pomodoro non molto saporiti. La seconda pizza Fondazione San Gennaro, davvero particolare, il tarallo nzogn e pepe sbriciolato, il cornicione ripieno di salame, hanno ribaltato la situazione, sorpresa molto gradita. Servizio rapidissimo e cortese, non molto economico rispetto alle altre pizzerie visitate (questa è stata la margherita più costosa, dal prezzo di 5 euro).

La consiglierei specialmente per gli antipasti, le uniche pietanze che davvero mi hanno stupito.

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