Roccocò: il dolce napoletano che non può mancare a tavola durante le festività natalizie. Come prepararlo? Ecco una ricetta utile per cucinarlo.

Il Roccocò  appartiene alla famiglia dei dolci tipici napoletani quali gli sfruffoli, i mustacciuoli e i susamielli. Viene cucinato  in prossimità della festa dell’Immacolata e va a ruba durante le festività natalizie.

Ha una forma simile ad una conchiglia (rocaille), da cui ha origine il nome. Il roccocò viene preparato per la prima volta nel 1320. Come molti dolci napoletani, nasce grazie al lavoro di alcune monache appassionate di cucina. In questo caso sono le sorelle presenti nel Real Convento della Maddalena.

È un mix di gusti e di ingredienti, paragonabile in cucina allo stile artistico del roccocò. Il dolce finale avrà una sua durezza non eccessiva, di diametro pari a 10 cm.

INGREDIENTI:

  • Farina 600 gr;
  • Zucchero 400 gr;
  • Mandorle sgusciate 250 gr;
  • Ammoniaca 6 gr;
  • Acqua 1 bicchiere;
  • 2 punte di cannella;
  • 1 bustina di vaniglina;
  • 4 chiodi di garofano;
  • Buccia grattugiata di due arance e di due limoni;
  • Latte per spennellare

PREPARAZIONE:

Versare la farina formando un vulcano, al centro di esso inserire lo zucchero, l’ammoniaca, l’acqua e le spezie. Grattugiare le bucce di arancia e limone e inserirli nel vulcano. Lavorare fino ad ottenere un composto omogeneo ed aggiungere le mandorle. Far riposare l’impasto per un quarto d’ora. Dopo questo lasso di tempo, formare con questo impasto tanti cerchi di media grandezza. Pigiare in maniera insistente sul composto per renderlo omogeneo.

Preparare una teglia ben imburrata oppure una carta da forno e poggiarli all’interno delicatamente. Metterli nel forno riscaldato in precedenza a 180°. Una volta cotti e raffreddati,bisogna spennellare con il latte sulla parte superiore. L’ideale è servire il roccocò dopo cena, accompagnato ad un buon bicchiere di vino rosso o un sorso di vermouth.

Nasco a Napoli nel 1981 e cresco con la passione per le arti e con una curiosità viscerale del mondo, inculcatami sin da piccola dai miei genitori. Nel 2000 mi classifico al secondo posto nella sezione narrativa per il premio città di Salerno. . Iscritta al Circolo Letterario Anastasiano, ho pubblicato per il Verso Verde una poesia dal titolo ”Residui d’Irpinia”. Ho collaborato con il giornale Dream Magazine come fotoreporter per la mostra SEVEN, svoltasi a villa Vannucchi nel 2011. Laureata in lettere moderne, insegno, con gioia e pazienza, nella scuola media.

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