Intervista a Valentino Buonincontri, giovane chef dell’area agro-nolana, di recente selezionato tra i cinque finalisti in gara per il Premio Miglior Chef Emergente del sud Italia

Valentino Buonincontri, chef di grande talento con un curriculum di tutto rispetto alle spalle. Una giovane eccellenza del territorio agro-nolano le cui mani sono in grado di creare manicaretti deliziosi con ingredienti selezionati e poveri. Di recente Valentino è stato selezionato tra i cinque finalisti in gara per il Premio Miglior Chef Emergente del sud Italia. Lo abbiamo raggiunto per un’intervista

– Ciao Valentino, per prima cosa volevo chiederti come e dove ti sei formato?

Iniziai la mia prima esperienza a “Taverna Estia” di brusciano con lo chef Francesco Sposito, dove rimasi circa 2 anni continuando, poi sull’ isola di Capri al Capri Palace, e ancora  ritornai nella città di Napoli da Mimí alla ferrovia. Dopodiché un po’ d’autodidatta come responsabile in alcune cucine dei comuni vesuviani. L’ultima esperienza l’ho svolta al ristorante “Quattro Passi” di Nerano perla della costiera Sorrentina.

– Da dove viene la tua passione per la cucina? C’è stato un momento particolare in cui il mondo dei fornelli ti ha travolto?

La passione nacque affiancando mamma nelle preparazione di tutti i giorni, come momento importante della giornata, e travolto nelle cucine dei ristoranti quando lavoravo da Cameriere. Nacque così un amore a prima vista, e subito sposai questa passione.

– A meno di 30 anni e sei stato selezionato tra i cinque finalisti in gara per il Premio Miglior Chef Emergente del sud Italia. Cos’hai provato quando hai ricevuto la notizia?

Bhè è stato davvero emozionante e sorpreso, ho provato una sensazione forte, la stessa che ogni persona avverte quando si mette passione, amore in ogni cosa a cui si ambisce.

– Com’è andata la gara?

Potevo fare di meglio…

– Altri progetti e altri successi sono sicuramente in cantiere. A cosa stai lavorando in questo momento?

Momentaneamente penso al mio futuro e mi rifaccio la domanda che sin da piccolo mi ponevo: “che mestiere voglio fare da grande” con una differenza importante, oggi mi chiedo “in che modo voglio esercitare il mio lavoro”.

– Dove lavori alle tue creazioni? Nel “caos ordinato” del posto di lavoro o nell’intimità della tua casa?

Diciamo che la maggior parte delle volte le prime creazione avvengono sempre nella cucina di mamma, e poi eseguite nel ristorante dove lavoro.

– In che modo selezioni gli ingredienti per i tuoi piatti?

Innanzitutto scelgo ingredienti di periodo e appartenenti al territorio (fin quando si può) poi utilizzando materia prima di livello ma nello stesso tempo povera.

– Tre consigli che daresti a chef emergenti che non vedono l’ora di cimentarsi nell’arte culinaria.

È importante partecipare, non farsi illusioni, e  non strafare con le ricette. La semplicità va per la maggiore ed è sempre premiata.

– Il tuo piatto preferito? Che piatto offriresti a noi di Terre di Campania?

Pasta mista con cavolfiore, ostrica e caffè. È stato il piatto che mi ha entusiasmato e fatto conoscere in seguito alla gara che feci lo scorso anno in Sicilia “Taormina gourmet”

Sergio Mario Ottaiano, classe '93, Dottore in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia Federico II di Napoli. Musicista, giornalista, scrittore, Social Media Manager, Digital PR e Copywriter. Presidente del giornale Terre di Campania. Collabora per Music Coast To Coast, Fumettologica, BeQuietNight e MusicRaiser. Ha pubblicato svariati racconti e poesie in diverse antologie; pubblica con Genesi Editrice il romanzo dal titolo "Un'Ucronìa" Il 1/4/2014; pubblica con Rudis Edizione il saggio dal titolo "Che lingua parla il comics?" il 23/1/17.

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