Pubblicato il 14 agosto, “Musica Low Cost” è il nuovo singolo di Better Call John, mixato e masterizzato da Alberi Alti.

Chi è capitato qui su Terre di Campania qualche volta in più del solito sa bene che, in fatto di musica, Better Call John è figura sempre gradita su queste pagine.

Oggi BCJ, o più semplicemente John, torna ad essere protagonista in questo lido per via della pubblicazione del suo nuovo singolo, dal nome di Musica Low Cost, pubblicato il 14 agosto.

Parliamo di un minuto e mezzo composto da tutto ciò che potrebbe esserci di più sbagliato in ambito musicale, volutamente proposto in questa maniera, anche un po’ per quel sadico desiderio di vedere un proprio prodotto essere talmente brutto da fare il giro e diventar bello…

 

Sì, perché il pezzo sceglie di essere sgradevole melodicamente, senza quasi alcun senso del ritmo e con versi allungati (quasi) a caso; per non parlare del mixaggio, che potremmo definire come ragionato nelle sue storpiature (e infatti, il lavoro è in realtà svolto divinamente: l’ascolto in cuffia è pieno e soddisfacente). Appare chiaro quindi che Musica Low Cost, nel suo sound elettro-pop e super easy listening, si figuri più come espressione di un pensiero, di una personalissima visione delle cose e di un personalissimo concetto di low cost, che simultaneamente comprende e trascende la sola sfera economica, pur necessaria al far musica. Si parla di un low cost culturale, artistico: un’aridità di stimoli, un impoverimento tanto nei significati quanto, forse ancor più tragicamente, nei significanti. E alla fine il brano, nel suo raccontare questo, diventa egli stesso parte del meccanismo, nascendo dalla sola necessità di rispettare una scadenza che l’autore, l’artista, ha con chi sta “sopra di lui” nella grande catena di montaggio che è il creare: in altre parole, la forzatura artistica del titolo.

Liricamente, il brano si racconta bene ed esplica tutto quanto accennato sopra: i versi descrivono – solo apparentemente in maniera sconnessa o illogica – stereotipi e concetti della cultura del banale, talvolta anche calcando la mano al punto giusto. Sottolineo, però, che ritengo sia mancato un equilibrio nella stesura, con un’eccessiva volontà di critica e parodia che, in fondo, lascia poco e, soprattutto, nel prendere in giro tanti sembra voler prendere in giro tutti, e nel prendere in giro tutti, in realtà non prende in giro realmente nessuno. La critica, gli spunti di riflessione ed elementi affini sono perfettamente visibili e riscontrabili nel brano, ma perdono mordente nel momento in cui non riescono a dire concretamente un qualcosa ad uno specifico qualcuno. E allora sì, Musica Low Cost si fa ascoltabile e ri-ascoltabile, si rende leggera e curiosa, persino accattivante nella ricerca dei piccoli easter egg, ma restituisce sempre, ad ogni ascolto, l’idea di una botta e via musicale: ti ho ascoltato, mi sono divertito, ho capito dove vuoi andare a parare ma mi hai detto troppo poco per farmi desistere dal pensare che domani è un altro giorno, e che posso salutarti qua mentre già penso a spulciare altrove.

Badate bene: non è un No secco, praticamente nessun lavoro di John se ne è mai meritato uno e Musica Low Cost non è da meno: quelle sane dosi di ironia e sarcasmo che sappiamo essere cari all’autore ci salveranno sempre da quella visione troppo elitaria, ingessata e certe volte persino classista della cultura, portandoci a ribadire più e più volte che sì, sì può imparare giocando. Il ché, se vogliamo dirla tutta, è il punto in cui concettualmente Musica Low Cost non sbaglia affatto, ma anzi, fa anche meglio di quanto spererebbe.

Andando a chiudere: Musica Low Cost è un’idea che, nel bene e nel male, risulta essere quasi estemporanea; concretizzata di getto ma chiaramente covata da tempo nei suoi slanci concettuali, e che infatti inciampa come quando, dandosi (per l’appunto) lo slancio per una frenetica ed energica corsa, ad essere sacrificato è proprio l’iniziale equilibrio.

Niente più che un intoppo, dunque, per un artista che finora ha dimostrato di sapere cosa voler dare di sé, alla Musica ma anche al pubblico, e a cui va certamente riconosciuto di star provando tutte le strade possibili per giungere al proprio obiettivo, talvolta anche prendendo vie insidiose da cui, senz’altro, si può uscire eccome.

Detto ciò, mi dico genuinamente più che curioso di ciò che ci aspetta in futuro per quanto riguarda John, il suo estro e la sua musica, conscio che, di sicuro, avremo di che chiacchierare, di che ascoltare, e soprattutto di che divertirci.

 

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