Mike Valente salumiere di Mercogliano, fa il panino con la mortadella più buono d’Italia. La sua ” maestria” conquista l’esigente palato dei giudici bolognesi.

Dev’essere stata una sfida cruentissima. Pizzicagnoli e salumieri accorsi da ogni angolo d’Italia, si sono riuniti in quel di Bologna per sfidarsi all’ultima, golosissima fetta di Mortadella. Sì perché, in Romagna, la patria del gustoso insaccato tipico per il suo colore chiaro ottenuto dalla carne suina finemente tritata e mescolata con cubetti di lardo e apostrofi di pistacchio, si è disputata la gara per eleggere il panino migliore. 

Alla fine, l’ha spuntata, riuscendo ad espugnare la roccaforte del prestigioso insaccato, Mike Valente un simpatico salumiere di Mercogliano, nell’avellinese.

Mike con il suo panino non solo ha sbaragliato tutti gli altri avversari, tra cui i bolognesi stessi, miseramente stracciati in casa, ma ha anche conquistato l’esigente giuria di esperti, che già mentre addentavano il suo panino, gli cominciavano a dare la votazione: tutti 10 ed un solo 8. 

Così, Mike si è aggiudicato il premio come “migliore panino d’Italia”. Il motivo? Il salumiere irpino, modestamente, lo attribuisca alla scelta di usare una Mortadella I.g.p e il famoso panino del forno di Gerardo, sempre di Mercogliano e portato fin lì per l’occasione. Inoltre, aggiunge di aver usato, come qualche giudice gli aveva chiesto, una fetta di mortadella affettata un po’ più doppia, che poi lui ha magistralmente tagliato in due  ripiegata ed adagiata nel pane caldo. Insomma, un tripudio per il palato!  D’altronde Valente non è nuovo ai consensi di pubblico per i suoi panini sempre farciti  con prodotti di altissima qualità. Nonostante l’età ancora giovane, con i suoi panini ha deliziato anziani, bambini, studenti ed operai. E proprio a quest’ultimi ha dedicato una variante “povera” del suo panino; poiché spesso alcuni operai erano soluti andare nella sua salumeria per farsi preparare la “colazione” , lui arricchiva il panino con la mortadella anche con fette di provolone, è così nato il “panino dell’operaio”. 

Se un salumiere irpino va a Bologna e riesce ad espugnare con il suo panino la “casa della mortadella”, sicuramente non è solo merito della scelta e utilizzo di materie di altissima qualità. Di base, e questo deve valere come lezione di vita, c’è la passione e l’amore che quando uno mette nel proprio mestiere, poi, porta per forza, ad eccellere.

Zaira Varallo, irpina DOC, ha conseguito la maturità scientifica per poi studiare Psicologia e diventare educatore. Scrivere è da sempre il suo ossigeno. Si interessa attivamente di poesia, cinema, arte; ha scritto diversi articoli giornalistici, pubblicati su “il Cassanese” e sul “Quotidiano del Sud” ( Edizione Irpinia). Alcune sue poesie sono state raccolte nella collana “Impronte” e nell’ antologia “Il Federiciano”. Nel Dicembre 2014 e in quello 2016 é stata premiata al Campidoglio, in Roma, II classificata nel Concorso Internazionale d’ Arte e Cultura dell’ Accademia G.G. Belli , nella sezione articolo giornalistico. Nel giugno successivo è stata premiata con menzione di merito al concorso internazionale di poesia Madre Claudia Russo. Importante esperienza è stata intervistare l’ attrice hollywoodiana Maria Elena Bello . Lo scorso agosto, si è classificata terza nel Premio letterario “ versi sotto gli irmici” a Piaggine ( SA); poi un’altra menzione d’ onore nel premio letterario “ Ex allievi di Don Orione” ( Macerata) ed a Ottobre risulta tra i finalisti in “emozioni di carta in bianco e nero”, Poggio Imperiale ( Foggia). Il 2017 si apre con una menzione d’ onore nel premio letterario “ Il Canto delle Muse” , Bellizzi (SA). Naturalista convinta. Con la penna riporta sul foglio tutte le sfumature dell’ essere che nella vita s’incontrano.

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