Sabato 21 ottobre ha avuto inizio, presso la storica Cantina Di Meo a Salza Irpina, l’evento “Alla Corte di Re Michele”, celebrazione per i 100 anni dalla morte di Michele Capozzi, primo Sindaco del comune irpino.

Ottima performance a Salza Irpina per “Alla Corte di Re Michele”, due giorni ricchi di appuntamenti per celebrare i 100 anni dalla morte di Michele Capozzi, uomo politico soprannominato da Francesco De Sanctis “Re Michele”, da cui il nome della manifestazione, nonché primo Sindaco di Salza Irpina. L’iniziativa, cofinanziata nell’ambito del POC Campania 2014-2020 Linea Strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura” ha avuto come obiettivo la messa in luce di una delle figure più importanti della storia dell’Irpinia, che ha lasciato un segno tangibile nell’amministrazione della cosa pubblica.

Il primo appuntamento di questi due giorni si è tenuto sabato 21 ottobre, alle ore 11, presso l’Azienda Agricola Di Meo, sulle colline di Salza Irpina, presenti il Sindaco di Salza Irpina, Gerardo Iandolo, e Concetta Iandolo, autrice del libro “La vita e l’impegno di Re Michele”. Ad accogliere gli ospiti presso lo splendido casale Settecentesco, cuore dell’attività sorto su un casino di caccia dei Caracciolo, Principi di Avellino, è Roberto Di Meo che, insieme ai fratelli Generoso ed Erminia, porta avanti l’attività avviata dai genitori. La prima tappa del tour si può considerare già un a piccola chicca: una splendida vite storica di Aglianico, risalente a metà Ottocento, è infatti conservata a pochi passi dal casale; molto alta per permettere la coltivazione di altri prodotti e caratterizzata da un tipo di potatura che possiamo definire “a candelabro”, rispecchia a pieno l’antico modo di coltivare le viti. La passeggiata è continuata poi nei vigneti della famiglia Di Meo, dove a farla da padrone non può essere che il Fiano di Avellino: circa 5000 piante per ettaro, con una potatura che consente alla pianta di produrre ogni anno su un nuovo tralcio di vite, in modo da garantire quella freschezza e quelle note floreali necessarie in un vino bianco come il Fiano. Benché la vendemmia si sia conclusa da poco, il lavoro sembra già essere ripreso: a filari alternati, infatti, già si è proceduto alla movimentazione del terreno, in modo da evitare che l’acqua delle piogge future scivoli via sul terreno, penetrando piuttosto in profondità. All’inizio di ogni filare una pianta di rosa, un piccolo segreto forse, che il gentile Roberto ha voluto condividere con i suoi ospiti: generalmente la rosa viene colpita dai parassiti in anticipo di un paio di giorni rispetto alla vite, consentendo così la possibilità di muoversi per tempo, un po’ come se fosse una sentinella.

Il tour si è concluso all’interno del casale, dove si è tenuto un laboratorio di degustazione di vini con verticale di Fiano di Avellino DOCG; quattro sono stati i vini al centro di questo momento enogastronomico: il primo, un Fiano 2016, imbottigliato ad aprile 2017, poi un 2014, un 2012 e infine una chicca, un Fiano del 2009 selezione Alessandra, il tutto guidati dalle parole di Roberto Di Meo che ha aiutato tutti gli ospiti a sentire profumi e fragranze non sempre semplici da cogliere per un pubblico non preparato. Per concludere, un ricco buffet conclusivo, con salumi locali ì, formaggi, e una deliziosa zuppa di ceci e castagne.

Una mattinata piena di colori, profumi e sapori locali: buona la prima!

Ilaria Limongiello nasce ad Avellino nel 1988, ma trascorre i primi anni della sua vita in Friuli-Venezia Giulia, nella città di Trieste. Tornata nella sua terra, l’Irpinia, intraprende la sua carriera scolastica, diplomandosi, con ottimi risultati. Attualmente sta per concludere il suo percorso universitario, presso la facoltà di Ingegneria Edile-Architettura dell’Università degli Studi di Salerno. Da tre è volontaria FAI (Fondo Ambiente Italiano) e con la sua Delegazione ha collaborato in prima persona alla realizzazione di svariati eventi.
La fotografia è la sua più grande passione, nata in giovane età e trasmessale dalla madre. E’ una passione che coltiva ormai da tempo, da autodidatta, partecipando a concorsi e sfruttando ogni occasione per indagare il mondo con il suo obiettivo. Ha avuto la possibilità di calcare grandi palchi della musica nazionale ed internazionale, come Umbria Jazz, il Pozzuoli Jazz Festival o il Festival dei Due Mondi di Spoleto, come fotografa di alcuni gruppi musicali campani.
Obiettivi per il futuro? Lavorare NELLA sua terra, PER la sua terra.

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