A Solofra. Per anni il mezzo busto lapideo era rimasto nascosto nelle scale sottostanti la colleggiata. Ritrovata per caso, dopo un lungo lavoro di restauro, l’opera è tornata al suo posto.

La colleggiata di San Michele Arcangelo, il punto di riferimento per tutti i fedeli e i religiosi di Solofra, in provincia di Avellino, ritrova uno dei suoi gioielli artistici più importanti. È stata infatti recuperata la “Madonna con Bambino”, una scultura in pietra, ritrovata per caso sotto una scala che collega alla cripta della colleggiata.

Il mezzo busto risalente al XV secolo, è un’amalgama pietrosa modellata e dipinta, riconducibile alla cultura figurativa tardogotica. L’opera è stata rinvenuta durante le attività preliminari per il recupero artistico e culturale del luogo, uno dei più solidi crucci del primacerio mons. Mario Pierro.  Durante questi lavori, a sorpresa è stata ritrovata questa preziosa scultura, in evidente stato d’abbandono, per anni era rimasta nascosta in quel sottoscala. Quindi, è stata tempestivamente informata la Soprintendenza ABAP di Salerno ed Avellino, che ha affidato alla dottoressa Anna De Martino, il compito di esaminare, valutare e poi recuperare la scultura.

La storica dell’arte della è la responsabile per l’area della bassa Irpinia e “ha seguito i lavori che si sono rilevati subito molto interessanti ed hanno richiesto un lungo e paziente intervento. È stato necessario, infatti, rimuovere ridipinture e individuare la composizione strutturale dell’ opera, con un’anima centrale costituita da un parallelepipedo di legno cin una forma arcuata sul retro, ed intorno a cui è stato modellato il busto di malta lapidea, che una volta essiccata è stata dipinta. Opere simili non sono rare, ma neppure molto diffuse data la loro fragilità.”

Il fatto rappresenta un importante punto a favore per la campagna di recupero del cospicuo patrimonio artistico che la collegiata solofrana custodisce. Il complesso religioso di Sam Michele è testimone del periodo di maggior fioritura economica e culturale della cittadina irpina, rimasta famosa per la lavorazione e commercio di pelli( attività tutt’oggi fiorente) e per l’originalità dei “battiloro” e dell’artigianato.  Una gloriosa tradizione a cui i solofrani non rinunciano, ma anzi mostrano in tutta la sua bontà d’animo pure ora, quando si sono uniti per contribuire finanziariamente al restauro della statua e di altre parti della chiesa.

La statua completamente rinata è stata presentata ieri sera, 4 dicembre,  all’ interno dello stesso complesso religioso e rimessa a posto suo, vicino alla statua di San Michele in primis, e poi quella di San Giuda Taddeo, Sant’Antonio, San Filippo Neri, San Giuseppe e tutti gli altri, arricchendo così in cultura e storia la collegiata  nel periodo che precede la festività religiosa dell’ immacolata.

È difficile comprendere come per anni non sia stata adeguatamente cercata e trovata una statua importante come questa. Ancor più difficile è pensare che è stata ritrovata sotto le scale della cripta, dove ai piedi di due rampe che convergono da senso opposto, è ubicata la cappelletta di San Giuda Taddeo, nella quale sostavano i defunti prima di essere portati nei loculi. In effetti, forse la statua era rimasta lì, in silenzio, a vegliare tutte le anime che negli anni ha visto passare.

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