Compie quindici anni uno dei musei più graziosi e forse meno conosciuti della Campania: il Museo Archeologico provinciale dell’Alta Valle del Sele.

Bisognerebbe sempre ritagliarsi un po’ di tempo per scoprire le più piccole e nascoste nicchie d’arte che la nostra regione possiede. Sicuramente il Museo Archeologico dell’Alta Valle del Sele è una di esse. Inaugurato nel 2004, è tuttora ospitato nel castello baronale di Oliveto Citra, in provincia di Salerno. La struttura sita nel centro urbano, sfoggia intatte le sue origini normanne e rappresenta la cornice perfetta per guidare il visitatore in un tuffo dentro la storia. Qui il passato irrompe in tutta la sua forma iconica forte dei reperti recuperati durante le campagne di scavo d 1928-1929. Le località di Civita, Turni, Vazza, Iscadi e Oliveto Citra stessa, hanno restituito frammenti di ben 65 sepolture risalenti ai periodi compresi tra l’ VIII-VII secolo e tra il IV-III secolo a.c. Questi frammenti di passato pervenutici rappresentano un unicum nel loro genere. Innanzitutto perché sono un’espressione della cultura “oliveto citrana” dell’epoca, nell’ambito delle “tombe a fossa”, poi, perché sono esempio di quel fenomeno chiamato “sannitizzazione”, tipico durante il IV secolo, di tutta la Campania.

Ma, la vera particolarità ed importanza di questi reperti è dovuta all’immagine femminile che essi ricostruiscono. L’ottimo stato di conservazione e l’esuberanza delle ornamentazioni femminili, sottolineano lo status e l’importanza sociale che le donne in quel periodo ricoprivano. Una figura molto rappresentativa, volitiva e così importante da potersi permettere tanti e lussuosi orpelli. I corredi femminili, infatti, mostrano una singolare ricchezza con elementi assolutamente caratteristici, sovraccaricati in tutti i loro fregi di decoro. Tutti gli oggetti esposti in questo museo, fanno parte di corredi funerari particolarmente opulenti, costituiti da: ceramiche di varia tipologia utilizzati per contenere oli essenziali e profumi, lucernari, orecchini, ciondoli, suppellettili, bracciali, fibule in bronzo e altri ornamenti in metallo finemente lavorati, che appunto, dimostrano la solenne e sacra immagine della donna di Oliveto Citra, come esempio caratteristico di questa cultura. Ma il luogo offre tanto altro; all’esterno, dal castello, si può godere di una splendida vista che s’affaccia sulla Valle del fiume Sele, all’interno c’è un grande salone ricco di informazioni testuali, tutti i reperti pervenuti dalle necropoli locali del IV e III secolo, i vasi a vernice nera e a “figura rossa” e ovviamente vasellame a decorazione geometrica. Oppure, come ulteriore indizio della sannitizzazione del territorio, ci sono i centurioni di bronzo, elemento principe del costume sannitico. Di rilevante interesse è anche l esposizione della tomba n.XII/1298 in cui uno scheletro, i suoi suppellettili e gli ornamenti funebri sono tutti nella posizione in cui furono rinvenuti.

Questo è solo una breve introduzione alle pagine di storia che questo museo può raccontare. Come detto bisognerebbe sempre cercare di trovare un po’ di tempo per scoprire nuovi, piccoli luoghi, che però raccontano grandi spezzoni di realtà lontane.

Il museo è aperto dal martedì al sabato:
Dalle 9:00-13:00 e dalle 14:00 alle 15:00.
Domenica 9:00-12:00.
Lunedì chiuso.
Tel. 089 225576

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