Restaurati alcuni affreschi nella basilica di Santa Chiara a Napoli. Nella prima settimana di settembre si vedranno i risultati.

Dopo il restauro effettuato oltre un anno fa che ha interessato ben cinque cappelle interne alla basilica di Santa Chiara, contenenti i monumenti funerari della nobiltà napoletana di epoca angioina, una nuova operazione di restauro vede protagonista la struttura. Soggetti del restauro gli affreschi nella controfacciata, di datazione due-trecentesca, che ornano il monumento funerario di Antonio Penna (o De Penne), segretario del sovrano napoletano Ladislao d’Angiò-Durazzo. Sarà recuperato, inoltre, anche il baldacchino in marmo che contiene la cappella, realizzato nel 1414 dal maestro Antonio Baboccio da Piperno, pittore, scultore e orafo, molto attivo nella Napoli quattrocentesca.

L’intervento di restauro che permetterà agli affreschi di tornare a splendere in tutta la loro bellezza nella prima settimana di settembre è supervisionato da Roberto Middione, funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli responsabile della basilica.

Soggetto degli affreschi (di realizzazione sovrapposta): nel camp inferiore, un’antica immagine della santissima Trinità del 1850 raffigurata dal Crocefisso tra le braccia dell’Eterno Padre, e lo Spirito Santo, librato ad ali aperte sulla croce. Nel campo superiore, si vedono i Penna, Antonio e Onofrio, zio e nipote, inginocchiati davanti a un tempio sotto il quale è seduta in trono la Madonna.

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