Il podio delle regioni degli antichi mestieri vede prime la Puglia e la Sicilia entrambe con circa 80mila imprese, e poi la Campania che accompagna con oltre 66mila imprese. Per Napoli e Avellino risultati importanti. 

In Italia si contano circa 733mila imprese svolgenti i mestieri di un tempo tra coltivatore, panettiere, pescheria e venditore di tessuti, lavandaia e sarto ricamatori ed altri settori che offrono impiego complessivamente a 862mila addetti in tutta la nazione. Settori che, stando ai dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, concepiscono in Italia un affare da oltre 30 miliardi di euro in un anno, di cui 7 miliardi in regione. “L’agricoltura – illustra Giovanni Benedetti, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi – è strettamente legata al territorio e alle sue tradizioni. Da qui nasce la distintività che contraddistingue le nostre produzioni e che ha reso grande il Made in Italy agroalimentare nel mondo. Per stare al passo con i tempi, però, oggi è sempre più necessario che le imprese agricole imparino a coniugare il sapere e i sapori della tradizione con l’innovazione nei processi e nei canali di vendita, senza mai dimenticare la sostenibilità, la qualità e la sicurezza della filiera dal campo alla tavola”.

Un notevole impulso agli antichi mestieri viene da due categorie di nuove leve, ovvero i giovani e gli stranieri. Gli imprenditori sotto i 35 anni che s’impegnano negli antichi mestieri annotano uno sviluppo del +3,9% rispetto allo scorso anno, per un totale di oltre 54mila imprese efficienti in Italia di cui 7 mila in Campania, 6.672 mila in Sicilia, 5.686 in Puglia, seguite da Lombardia (3.688), Piemonte (3.606) e Calabria (3.488). Anche gli stranieri sono in aumento del +4,1% rispetto al 2017, totalizzando circa 6mila imprese, condensate soprattutto in Lombardia (circa 3mila), Lazio e Campania. Le imprese artigiane raffigurano l’8,9% della somma dei lavori storici (65mila imprese) e le imprese femminili il 7,9% del totale (58mila imprese). Tra i maggiori settori per mole di attività spiccano l’agricoltura (632mila), la produzione di pane e dolci (quasi 30mila), commercio tradizionale con tessuti, lavanderie (20mila), sarti (oltre 10mila), commercianti di pesce (6.677), di tessuti (5.884) e fiori (3.739) e artigiani del legno (3mila).

Il podio delle regioni degli antichi mestieri vede prime la Puglia e la Sicilia entrambe con circa 80mila imprese, e poi la Campania che accompagna con oltre 66mila imprese. La Lombardia è settima in Italia con circa 49mila imprese. Tra le prime 10 province italiane della “tradizione” Bari agguanta il primo posto (con quasi 27mila mestieri storici), poi Foggia (25mila), Cuneo (18mila), Roma (17mila), seguite da Salerno, Bolzano, Catania, Verona, Treviso e Napoli. Nel giro di un anno ecco germogliare le province del Sud: Avellino che segna progressi del +2,9% (contro la media nazionale del -0,5%) e del +37,7% per quanto concerne le iniziative giovanili proficue nei settori considerati, Reggio Calabria (+2,5%), Catanzaro (+2,3%) e Benevento (+1,9% e +50,4% i giovani). Questo quanto affiora da uno studio della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Registro Imprese e dati Aida – Bureau van Dijk. Mestieri antichi in Lombardia Ammontano a quasi 49 mila le imprese che praticano mestieri antichi in Lombardia e circa 100mila gli addetti, per un business che assomma a circa 7,3 miliardi di euro.

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