L’exploit dei musei, la Campania sempre più al vertice: “Il vero petrolio è l’archeologia

Con l’espressione ‘archeologia classica’ si intende l’archeologia della cultura greca e romana … Il concetto di archeologia implica un’ampia gamma di significati: in greco, con il termine ‘archaiologia’, si intende ‘la conoscenza dei fatti antichi’. La gamma delle competenze dell’archeologia classica, si estende dalla comprensione, lo scavo e l’analisi dei reperti, attraverso la raccolta e lo studio delle testimonianze dei modi di vita dei Greci e dei Romani, sino alla storia dell’arte antica. (T. Hölscher)

Siamo giunti quasi a 9 milioni di presenze in tutta la Campania: la nostra regione, dopo il Lazio e prima della Toscana, si conferma la regione italiana con il più alto numero di viste. A farla da padrone è stata l’archeologia. Più di un terzo dei visitatori complessivi, infatti, si è spostato in massa per godersi le testimonianze e le tracce visibili o quasi del nostro passato. A livello nazionale, certo, ma maggiormente nel caso della Campania. Da Pompei al Mann di Napoli, passando per Paestum ed Ercolano.

Avvalendosi del rapporto MiBact sulle presenze nei siti culturali italiani nel 2017 affiora chiara una tendenza: il vero petrolio italiano è l’archeologia. Più di un terzo dei visitatori e dei turisti complessivi, infatti, si è diretto in massa per contemplare le testimonianze e le tracce visibili o quasi del nostro passato. A livello nazionale, certo, ma maggiormente nel caso della Campania. Da Pompei al Museo Archeologico di Napoli, e oltre. Nel presentare il report dell’Ufficio statistica del Mibact sui record raggiunti dai musei statali nel 2017, il ministro Dario Franceschini si è soffermato decisamente sulla situazione della principale regione del Mezzogiorno. Per il secondo anno consecutivo, infatti, la Campania si accaparra la seconda posizione in termini di visitatori, dopo l’irraggiungibile Lazio. Con circa nove milioni di visitatori, infatti, ha sorpassato nuovamente la Toscana. Osservando poi le performance dei diversi siti culturali, evidenzia il ministro, è ormai credibile parlare di vero e propria rinascita:

La rinascita di Pompei è stata sicuramente da traino, ma sono state molto positive anche le altre esperienze delle gestioni autonome dalla Reggia di Caserta, al Museo archeologico Nazionale di Napoli, a Capodimonte, a Paestum.

Confermata naturalmente Pompei, secondo bene culturale italiano più visitato dopo il Colosseo, nella Top 30 dei siti più visitati, infatti, addirittura quattro siti campani registrano la crescita più sostenuta: la Reggia di Caserta (+23%), il Parco archeologico di Ercolano (+17%), il Museo archeologico di Napoli (+16%) e Paestum (+15%). Entra per la prima volta in questa speciale classifica il Museo di Capodimonte, sempre a Napoli, che conta l’annesso parco, che tra i luoghi gratuiti più visitati del nostro Paese è secondo dietro il Pantheon di Roma con oltre un milione di presenze.

Anche in Campania, come segnalato dal Report di fine anno del ministero, la ripartizione dei visitatori nel nostro patrimonio culturale, consente di appurare come oltre un terzo dei visitatori complessivi sia per i siti archeologici, confermando che il vero petrolio della cultura nel nostro Paese, è l’archeologia.

L’archeologia non è quello che si trova, è quello che si scopre. (David Hurst Thomas)

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo ‘Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento’. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all’anima candida di questa terra.

Commenta