Il 23 agosto in seconda serata su rai 2 la puntata zero del Bequiet talent show, da un’idea di Giovanni Block e Giovanni Chianelli

Andrà in onda giovedì 23 agosto, alle 23.30, la prima puntata del Bequiet talent show: un format televisivo del tutto sui generis, nato da un’idea di Giovanni Chianelli, giornalista e scrittore, e di Giovanni Maria Block, cantautore e produttore discografico, nonché  fondatore del Bequiet, il collettivo di cantautori napoletani che rappresenta un laboratorio di idee, uno spazio di condivisione e un fervido movimento artistico, un punto di aggregazione per i talenti della scena musicale partenopea, ma non solo. Partito sei anni fa dalle cantine del locale underground Cellar Theory, pian piano il progetto è cresciuto, in maniera sinergica e graduale, fino a entrare a far parte del prestigioso cartellone del Teatro Bellini. Gli ideatori e la regista Barbara di Marino hanno dato vita ad una versione televisiva dello spettacolo teatrale, che rispetta i ritmi incalzanti della televisione, mantenendo un’atmosfera che oscilla con leggerezza fra comicità e spessore artistico.

La prima puntata di questo anomalo format televisivo, che si configura come un anti-talent, rappresenta da un lato l’ultimo tassello di un percorso fecondo, dall’altro l’inizio di una nuova avventura. L’idea, infatti, è nata dall’ultimo appuntamento teatrale della stagione del Bequiet, dedicato al mondo dei talent show. Una gara divertente e disincantata, che alternerà esibizioni musicali di raffinata qualità a momenti di dissacrante ironia. A condurre la serata sarà Giovanni Block, accompagnato da una resident band, diretta dal maestro Francesco Lettieri e composta da musicisti provenienti dal conservatorio di San Pietro a Majella: Eugenio Fabiani (batteria), Francesco Sanarico (basso), Francesco Garramone (chitarra), Enrico Valanzuolo (tromba). L’intento dissacrante, che punta a rovesciare le logiche tradizionali dei talent e a metterne in evidenza le contraddizioni che talvolta sfociano nel ridicolo, si evince già dal particolare sottotitolo del Bequiet talent show: l’unico talent che rende meno famosi di prima. Contro il successo effimero e superficiale di alcune “stelle cadenti” tipiche dei talent, contro chi segue la logica dei numeri, il mainstream, e i programmi che sembrano premiare solo di rado il valore artistico, il Bequiet propone invece un’ideale diverso, l’ideale di chi per anni, con impegno, amore, sacrifici, cerca di trasmettere attraverso la musica delle emozioni. Di chi crede nel valore delle cose che crescono lentamente, in silenzio, che vengono coltivate con passione e curate giorno dopo giorno attraverso la condivisione. È questo il cuore del progetto, il vero scopo degli ideatori: quello di far arrivare a quante più persone possibile la musica che spesso resta celata negli anfratti dell’underground partenopeo, che fatica a trovare spazi più ampi. La via scelta per farlo è quella più semplice, diretta, capace di coinvolgere tutti, quella dell’ironia e dell’auto-ironia.

Gli artisti che si esibiranno nella prima puntata saranno: Greta Zuccoli, Attilio Fontana, Alessio Arena, La Terza Classe. A valutare le loro esibizioni, una giuria composta da improbabili personaggi, che rappresentano alcuni stereotipi in cui ci si imbatte navigando nel vasto mare dei social: una blogger, un prete mitomane, il protagonista di una serie tv a sfondo criminale e un’eminenza grigia. Inoltre saranno frequenti le incursioni di stravaganti personaggi, come l’applausometro umano, un poeta cinese e il demotivatore, che cerca di convincere i cantanti ad abbandonare la competizione.

Insomma, il Bequiet talent show, con la sua carica di originalità, novità, e divertente satira sociale, unita alla notevole preparazione artistica delle persone che ne fanno parte, sembra avere tutte le carte in regola per essere un esperimento artistico sincretico e innovativo, che riuscirà al tempo stesso a divertire ed emozionare gli spettatori, trasportandoli in un mondo un po’ surreale, in cui la musica regna sovrana.

Nata nel ’97 a Bologna, mi sono trasferita da bambina in un paesino dei Monti Lattari. Grazie alle persone che ho incontrato, ho iniziato ad amare questa terra meravigliosa, troppo spesso vista attraverso la lente del pregiudizio. Sono appassionata di letteratura, fotografia e arte, in tutte le sue manifestazioni. La lettura del libro “In viaggio con Erodoto”, di Ryzdard Kapuscinsky, mi ha insegnato il valore e la bellezza della diversità. Studio arabo e inglese presso la facoltà di mediazione linguistica e culturale.

Commenta