Artribune, la celebre rivista concede un tris di riconoscimenti alla Campania: tra le eccellenze il Mann del direttore Paolo Giulierini, il direttore del Madre e il gallerista-mecenate Morra.

In Campania la regina assoluta dell’arte è Napoli, questo è quanto asserisce Artribune, la rinomata rivista che pochi mesi fa ha redatto un best of del 2017, selezionando tre preminenze partenopee.

Il riconoscimento di miglior museo è stato assegnato al Mann, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, le cui motivazioni lasciano poco spazio a perplessità: «Perché rendere attuale e coinvolgente l’antico è sempre una sfida, e il museo sta portando avanti un programma di valorizzazione e modernizzazione che può essere esemplare per altri musei. Nonostante la sentenza del Tar del Lazio del 25 maggio, che aveva messo in discussione le nomine di alcuni dei super direttori nominati da Dario Franceschini, tra cui quella di Paolo Giulierini, il management del museo non si è abbattuto e ha continuato a lavorare infaticabilmente per un museo sempre più all’avanguardia all’altezza dei colleghi europei. Fino alla riconferma da parte del Consiglio di Stato, avvenuta a inizio dicembre. Per fortuna».

Contando sul più cospicuo e prezioso capitale di opere d’arte e manufatti di coinvolgimento archeologico in Italia, è vagliato come uno dei più rilevanti musei archeologici al mondo, se non il più considerevole per quel che riguarda la storia dell’epoca romana. Il Mann si caratterizza per tre sezioni principali: la collezione Farnese (composta da reperti provenienti da Roma e dintorni), le collezioni pompeiane (con reperti provenienti dall’area vesuviana, appartenenti soprattutto alle collezioni borboniche) e la collezione egizia che, per valore, si pone nel mondo al terzo posto seguendo quelle del museo egizio del Cairo e del museo egizio di Torino.

L’edificio si articola su due piani, percorribili tramite scalone o ascensore, e si estende su circa 18.500 mq. Come sono utilizzati, quale la loro funzione?

  • 8.550 adibiti ad aree espositive, che sono distinte su cinque livelli: a) Piano interrato (Sezione egizia ed epigrafica); b) Piano terra (Sezione Farnese); c) Piano ammezzato (mosaici e gabinetto segreto); Primo piano (Sezioni affreschi, bronzi, preistoria, Tempio di Iside, Villa dei Papiri); Secondo piano (Medagliere)
  • 6.000 per le aree di deposito
  • 3.400 come sede di uffici e servizi (Biblioteca, Archivio Storico, Laboratorio di Restauro)

 

Possiamo in definitiva affermare che le collezioni presenti al Mann sono quattro:

  • Collezione Epigrafica
  • Collezione Farnese
  • Collezione Numismatica
  • Villa dei Papiri

E il Museo conta anche:

  • Una sezione egizia
  • Mosaici
  • Il Gabinetto Segreto
  • Il Salone della Meridiana
  • Un plastico di Pompei
  • Il Tempio di Iside
  • Pithekoussai e Napoli Antica

Il Museo è un’istituzione permanente senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali e immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e specificamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto.
(Definizione di Museo dell’ICOM, International Council of Museums)

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo ‘Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento’. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all’anima candida di questa terra.

Commenta