I giallorossi mai in partita e subiscono il goal di Romulo nel finale, il sogno è già finito?

Otto sconfitte su otto partite, lo score pesa come un macigno. Gli alibi sono finiti e non basta l’attenuante della prima volta in Serie A, il calcio non è uno sport di soli buoni propositi ma soprattutto di risultati.

La squadra scesa ieri a Verona nella sfida con la diretta concorrente praticamente non è mai stata in partita, si è asserragliata nella propria trequarti senza venire mai fuori, riuscendo quasi a strappare un punticino, il primo della stagione, ma ci ha pensato Romulo ad un quarto d’ora dalla fine a spegnere le speranze beneventane.

Da dove ricominciare? Se prima della sosta, dopo la partita con l’Inter avevamo parlato di una squadra in ripresa che ha anche provato a giocare contro l’attuale seconda in classifica, oggi non possiamo condividere tale ottimismo. Il perché presto detto.

Il Benevento perde il suo secondo scontro diretto dopo quello a Crotone, allora finì 2 – 0, ieri l’ha risolta Romulo ma il Verona ha sempre tenuto il pallino del gioco e si è resa pericolosa con una traversa di Pazzini su punizione. L’espulsione di Antei al 37′ del primo tempo ha sicuramente inciso sulla partita, ma la sensazione è che la partita fosse a senso unico già da prima.

La classifica è desolante, il Benevento rimane fanalino di coda a 0 punti distaccata dal trittico di penultime (Spal, Sassuolo, Genoa) con 5 punti ed a 6 l’altro quartetto (Verona, Crotone, Cagliari, Udinese), in una salvezza che si fa complicata già a metà ottobre.

Nulla è (ancora) perduto, perché il Crotone dell’anno scorso ha dimostrato come i miracoli siano possibili, ma di questo passo è meglio non farsi illusioni e pensare ad agire nell’immediato.

Le soluzioni potrebbero portare ad un cambio in panchina con Mister Baroni a farne le spese, una scelta rischiosa e forse ingiusta per il lavoro che il tecnico ha fatto per portare gli stregoni dalla Lega Pro alla Serie A, ma in alcuni momenti bisogna lasciare da parte i sentimentalismi per cercare la scommessa su un allenatore già pratico di Serie A che possa toccare le corde giuste e portare la squadra alla salvezza, l’anno scorso toccò ad Oddo alla guida del Pescara, che propose un gioco offensivo e non il solito catenaccio proposto in genere dalle piccole, ma la dirigenza finì per prendere Zeman quando la situazione era comunque compromessa.

Di positivo c’è il ritorno di Ciciretti, buttato nella mischia a 15″ dalla fine, che però non riesce a incidere sul risultato. Ci sarà da riflettere anche sulla sterilità di Iemmello, che ha fallito due occasioni nitide a tu per tu con Nicolas al 7″ e 78″.

Un qualunque napoletano con la passione per i libri, le belle storie e la scrittura.

Un pensiero riguardo “Benevento, così non va: Perso anche il secondo scontro salvezza, la situazione è critica

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