Si è svolta, martedì 20 giugno a Caivano, la prima edizione del “Canapa Day”: una giornata mirata alla scoperta del mondo della canapa

Presso la sede della “Coperativa Canapa Campana” a Caivano si è svolta, martedì 20 giugno, la prima edizione del “Canapa Day”, evento nato con l’obiettivo di diffondere la conoscenza del mondo della canapa per uso alimentare e che ha visto come partern l’Istituto Alberghiero di Caivano sito nel Parco Verde.

Tanti i momenti di confronto e di conoscenza sulle tecniche di coltivazione e soprattutto di trasformazione dei semi di canapa: la giornata si è aperta con un tour nei campi sperimentali a cura del Dipartimento di Agraria della Federico II, del Canapa Info Point di Salerno e della Cooperativa Canapa Campana. Durante la visita è stato possibile capire quali sono le metodologie utilizzate per la coltivazione, mirata in particolar modo alla produzione di semi.

Ciò che è venuto fuori è che lo stato dell’arte è appena agli inizi e che tutto è in fase di sperimentazione: dalla scelta delle varietà, al metodo di fertilizzazione, alla quantità di semi necessaria per ogni ettaro. I primi dati utili desunti dalle sperimentazioni riportano che sia le varietà di origine italiana che quelle di origine est europea, quindi selezionate in ambienti più rigidi, hanno un ottimo comportamento soprattutto nella fase vegetativa, durante la quale riescono a raggiungere dimensioni di gran lunga maggiori rispetto a quelle raggiunte in altri paesi. Dati più specifici sulla resa e sulla risposta alla tipologia di terreno saranno disponibili non appena i ricercatori della Facoltà di Agraria della Federico II, coordinati dal dott. Nunzio Fiorentino, avranno a disposizione dati relativi al raccolto. Un dato interessante fornito da Canapa Campana ci informa che la Cooperativa nel 2017 ha seminato circa 100 ettari di campi, attestandosi come primo produttore campano.

Raccolti i semi, che destinazione avranno? A spiegarcelo il professore Faugno, docente di Meccanica al Dipartimento di Agraria: dopo una prima fase di pulizia meccanica della pianta i semi vengono raccolti e scelti per evitare che elementi di disturbo presenti naturalmente nel seme possano trattenere al loro interno percentuali importanti di olio. Una volta ottenuto l’olio tramite spremitura meccanica, il residuo, ancora carico di importanti principi nutritivi, viene utilizzato per la produzione di farina, altro ospite d’onore della manifestazione.

Tanti sono stati i prodotti a base di canapa, dal seme, alla foglia, alla farina, proposti durante la manifestazione: pizza fritta del maestro pizzaiolo Gianfranco Iervolino della Pizzeria Morsi&Rimorsi di Aversa, hamburher e salsicce vegetariani della macelleria Gagliano di Napoli, ma ancora gelati, pizze e casatielli. La Coperativa Canapa Campana ha inoltre allestito uno stand con tutti i prodotti a base di canapa da essa proposti: birra, liquore, prodotti da forno, pasta.

Ospite d’onore della manifestazione, il maestro Beppe Vessicchio che, insieme all’Azienda Vitivinicola “Giorgi Wines”, ha presentato il Crudoo pinot nero spumantizzato, soffermandosi sul concetto che:

Un particolare tipo di musica è in grado influenzare le molecole del liquido, conferendo a questo vino un equilibrio diverso.

Questa sperimentazione fa parte di un lavoro di ricerca che il maestro sta portando avanti in merito all’influenza della musica sullo sviluppo delle piante.

Le evidenze hanno mostrato che ancora una volta la Campania può porsi in una posizione leader nella produzione di prodotti agricoli di qualità volti al consumo umano, riportando in auge una coltura per la quale “Terra di Lavoro” poteva vantare, in passato, prodotti d’eccellenza.

 

Ilaria Limongiello nasce ad Avellino nel 1988, ma trascorre i primi anni della sua vita in Friuli-Venezia Giulia, nella città di Trieste. Tornata nella sua terra, l’Irpinia, intraprende la sua carriera scolastica, diplomandosi, con ottimi risultati. Attualmente sta per concludere il suo percorso universitario, presso la facoltà di Ingegneria Edile-Architettura dell’Università degli Studi di Salerno. Da tre è volontaria FAI (Fondo Ambiente Italiano) e con la sua Delegazione ha collaborato in prima persona alla realizzazione di svariati eventi. La fotografia è la sua più grande passione, nata in giovane età e trasmessale dalla madre. E’ una passione che coltiva ormai da tempo, da autodidatta, partecipando a concorsi e sfruttando ogni occasione per indagare il mondo con il suo obiettivo. Ha avuto la possibilità di calcare grandi palchi della musica nazionale ed internazionale, come Umbria Jazz, il Pozzuoli Jazz Festival o il Festival dei Due Mondi di Spoleto, come fotografa di alcuni gruppi musicali campani. Obiettivi per il futuro? Lavorare NELLA sua terra, PER la sua terra.

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