“I Musici” di Caravaggio in esposizione a Napoli dal 6 al 14 Maggio

Nel valzer dei prestiti tra sedi museali giunge a Napoli alle Gallerie d’Italia-Palazzo Zevallos, proveniente dal Museo newyorkese, il dipinto del Caravaggio “I Musici”, mentre dallo stesso Palazzo, nell’ambito dello stesso programma, ecco il prestito del “Martirio di Sant’Orsola” di Caravaggio, mostrato per la prima volta al MET di New York lo scorso 13 aprile. Questo è terzo appuntamento della rassegna L’Ospite illustre che precedentemente ha già visto l’esposizione del conosciuto “Ritratto d’uomo” di Antonello da Messina, proveniente da Palazzo Madama a Torino e l’“Arlecchino allo specchio” di Pablo Picasso, direttamente dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid.

Prendo in prestito dei corpi e degli oggetti, li dipingo per ricordare a me stesso la magia dell’equilibrio che regola l’universo tutto. In questa magia l’anima mia risuona dell’Unico Suono che mi riporta a Dio.

Michelangelo Merisi da Caravaggio

La tela, compiuta dall’artista lombardo nel 1595, potrà essere ammirata da sabato 6 maggio fino al 16 luglio nella sede museale di Intesa Sanpaolo in via Toledo.  L’esposizione, aperta dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 20 con ingresso gratuito, rientra nell’ambito del primo Festival di Sky Arte, di cui proprio Intesa Sanpaolo è main partner. Nella giornata di sabato 6 maggio, sempre nell’ambito del festival, si è svolta una lezione di Claudio Strinati a Palazzo Zevallos di Stigliano, durante la quale lo storico dell’arte ha guidato il pubblico in un racconto sulla vita e l’opera dell’artista.

Formatosi in patria con il bergamasco Simone Peterzano, si trasferì a Roma nel 1592 dove iniziò lavorando con pittori come Antiveduto Grammatica e il Cavalier d’Arpino. Ammalatosi, fu ricoverato all’Ospedale della Consolazione: a questo periodo risalgono i celebri ritratti allo specchio tra cui il cosiddetto Bacchino malato (Galleria Borghese). Ottiene un grande successo dipingendo I bari per il cardinale fiorentino Francesco Maria del Monte, di cui diverrà un protetto. Negli anni sarà a libro paga anche del marchese Vincenzo Giustiniani, i Barberini, i Borghese, i Costa, i Massimo e i Mattei.
Nel 1597 realizzò i tre capolavori per la cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi: la Vocazione, il martirio di san Matteo e San Matteo e l’angelo; tra il 1600 e il 1601 la Crocifissione di san Pietro e la Conversione di san Paolo. In entrambe le committenze dovette ridipingere una tela, perché rifiutate a causa della loro “irriverenza”, cosa che si ripeterà con la Morte della Vergine per Santa Maria della Scala e oggi al Louvre.
Nel 1606 in un duello uccide Tommaso Ramaccioni ed è costretto alla fuga che lo porterà a Napoli (Sette opere di Misericordia e la Flagellazione), a Malta (Decollazione di san Giovanni Battista e Ritratto di Alof de Wignacourt), a Messina (Seppellimento di santa Lucia, Resurrezione di Lazzaro), di nuovo a Napoli e poi, in attesa della grazia da parte di Paolo V Borghese, ottenuta grazie all’invio del celeberrimo David e Golia (Galleria Borghese), morì a Porto Ercole nel 1610.

Quando non c’è energia non c’è colore, non c’è forma, non c’è vita.

Michelangelo Merisi da Caravaggio

Il quadro, commissionato al pittore dal cardinale Francesco Maria Del Monte,  figura una complessa allegoria pagana in cui tre giovani musicisti vestiti all’antica in un ambiente angusto sono in procinto di cominciare a suonare partecipe alla scena, seminudo, Cupido teso a staccare un grappolo d’uva, un cenno che può essere interpretato in chiave erotica, il quale suggella l’intimità dell’adunanza dei tre giovani amici musicisti. La tela è stata in possesso di personaggi come il cardinale Richelieu e la duchessa di Aguillon, fino alla sua riscoperta per merito dello storico dell’arte britannico Denis Mahon che nel 1952 lo attribuì a Caravaggio.

Il ritorno dell’opera in Italia può essere l’occasione per approfondire alcuni temi legati alla prima maniera romana del maestro e studiare aspetti inediti concernenti alla partitura musicale riprodotta nel dipinto.

Il Caravaggio vi aspetta ancora una volta a Palazzo Zevallos.

 

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