Il genio di Caravaggio fa tappa al Museo di Capodimonte. L’anno della cultura, vi sveliamo le mostre del 2019 a Napoli, mentre al Mann arrivano gli Assiri: Gli Assiri all’ombra del Vesuvio” è la rassegna che ripresenta quindici calchi in gesso di rilievi neoassiri dal IX al VII secolo a. C. (i cui originali sono al British Museum) giungenti dai siti di Ninive e Nimrud.

Quello appena cominciato sarà l’anno di Caravaggio. Se nel 2017 toccò a Picasso con Parade e nel 2018 ci si è mossi per il recupero del Bosco, nel aprile 2019 andrà in scena a Capodimonte una mostra, con durata trimestrale, sulla nuova percezione di Caravaggio e la sua influenza sui pittori napoletani dopo il suo passaggio in città.

Il direttore Sylvain Bellenger precorre a “Repubblica” il cuore contenutistico dell’esposizione consacrata al Merisi: “Non servirà per fare visitatori, ma per studiare i 18 mesi di Caravaggio a Napoli e il suo effetto sulla scuola pittorica napoletana. Seguirà un percorso caravaggesco attraverso la città: i luoghi dove è vissuto e che ha frequentato, quello del suo studio, quello che l’ha accolto quando è arrivato come un rifugiato in un paese nuovo con leggi diverse. L’ultima mostra su Caravaggio a Napoli è stata nel 2004, in questi 15 anni ci sono state tante novità e anche la nostra visione di Caravaggio è cambiata: a quella incentrata sulle prostitute e i ragazzi di Roma ora si preferisce quella del dramma che segue l’episodio dell’assassinio in duello da parte del Merisi di Ranuccio Tomassoni“.

L’altra importante mostra predisposta da Bellenger per Capodimonte sarà inaugurata il 15 giugno (posticipata da dicembre scorso): C’era una volta Napoli: storia di una grande bellezza officerà l’intima affinità tra arte e musica, con i personaggi dell’opera del secolo d’oro napoletano che svincolandosi dai libretti del San Carlo riabbracceranno il loro legame con l’arte: “I visitatori saranno immersi nella musica con delle cuffie – sottolinea il direttore – e ad esempio ci saranno i personaggi dell’Idolo cinese di Paisiello con le chinoiseries della Real Fabbrica di Capodimonte conservate al museo“. Altre due vetrine, una su Luca Giordano e la seconda su Gemito, successivamente alla tappa francese del Petit Palais di Parigi, saranno svelate a Capodimonte, mentre quella su Calatrava è rimandata al 2020. Intanto prosegue la mostra sulle opere dai “Depositi di Capodimonte”, che si protrarrà fino al 15 maggio; dopo dieci giorni di apertura registra già più di 4000 visitatori.

Il Mann ha in serbo un 2019 piuttosto ricco di eventi, ad esempio quello del 6 giugno che proseguirà fino al 10 settembre: Gli Assiri all’ombra del Vesuvio è la rassegna che ripresenta quindici calchi in gesso di rilievi neoassiri dal IX al VII secolo a. C. (i cui originali sono al British Museum) giungenti dai siti di Ninive e Nimrud che rientrano nelle collezioni permanenti del Museo Archeologico di Napoli ma che non sono esposti da diversi anni. Le lastre in calcare erano infisse sui palazzi dei monarchi assiri e questa è la prima mostra sul popolo di Ninive che sia stata mai realizzata al Mann.

Un realistico avvicinamento al contesto originario sarà reso possibile attraverso la tecnica del “video-mapping” con l’utilizzo di fasci di luce orientata per ricostituire un intenso incanto e grazie ai touch-screen e a diffusori di odori e fragranze e repliche di oggetti compiuti con la stampa in 3D. La risposta del museo di Napoli alle figurazioni di distruzione figlie dell’Isis del palazzo reale di Nimrud, la testimonianza più solida della civiltà scomparsa. Attesi migliaia di fruitori. Prima della Mesopotamia, però, si confronteranno la scultura dell’antichità e la sua rivisitazione neoclassica con la mostra Canova e l’antico, una nuova cooperazione di Mann e Ermitage, che darà in prestito sei opere del genio di Possagno, appellato con causa “il nuovo Fidia“.

Per il 30 maggio sono annunciate le aperture delle collezioni di Preistoria e Protostoria del Mann e di quella della Magna Grecia e nella stessa data la mostra Gli Etruschi al Mann, fino al 4 novembre. L’anno andrà chiudendosi con Thalassa. Il mare, il mito, la storia, l’archeologia, dal 25 settembre, coinvolgendo anche i Campi Flegrei e la Sicilia. Anche in questo caso allestititi itinerari con una fruizione 4.0 con installazioni multimediali e realtà “aumentata”, a profitto della percezione sensoriale. Fino al 7 aprile Palazzo Zevallos di Stigliano ospiterà Rubens, Van Dyck, Ribera, la collezione di un principe e proseguirà fino al 24 marzo al Castel dell’Ovo I De Filippo. Il mestiere in scena e al Pan di via dei Mille Escher resterà fino al 22 aprile.

Buon anno a tutti.

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo ‘Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento’. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all’anima candida di questa terra.

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