Ben sessantacinquemila follower su Instagram, centinaia di migliaia di like su TikTok. Brevitas mista a stupore, ironia mista a leggerezza, tutti ingredienti nel calderone del prestigiatore più virale del Web italiano: Ceppe, nella sua ceppeland.

Partiamo così: Ceppe è tante cose, tutte diverse a seconda di chi lo guarda.

Ceppe è quello che “fa le magie al computer” agli occhi di chi si ritrova a guardare i suoi video, passati a Striscia la Notizia;

Ceppe è un valido investimento, agli occhi delle aziende o dei personaggi che puntano su di lui, come ci dicono i suoi adv a prodotti di grande spessore come ad esempio Freaks Out, il nuovo film di Gabriele Mainetti, o marchi altrettanto blasonati come Aperol, Pampero e Swatch;

Ceppe è anche la valida alternativa, in Italia, per quelli che ci tengono tanto ad avere una homepage sempre ricca di prodotti curati in ogni loro aspetto, ragionati e ogni volta curiosi;

Ceppe, alla fine, è una sana risata che viene strappata tanto all’adulto, quanto all’adolescente, il millennial, il bambino. È quella manciata di secondi in cui – un po’ come si fa coi giochi da prestigio – accetti di farti incantare, e di lasciar giocare la tua mente con le regole che ha scelto per te il mago.

La si veda un po’ come si vuole, ma le conclusioni che innegabilmente si traggono è che Ceppe è un giovane, cui nome vero è Giuseppe Casciano, che ha trovato la sua strada re-inventandosi e ripartendo, abilmente, da zero.

Sempre legato alla comunicazione web e vicino al mondo delle grandi aziende, la scelta di mettersi in proprio e giocare coi propri prodotti nasce durante il periodo del lockdown, dove s’era fatta necessità il voler proporsi in una chiave nuova e migliore. Ceppe, va chiarito da subito, non è certamente il prodotto di un colpo di fortuna. C’è lavoro, tenacia, e una sempre costante progressione tanto nello sforzo creativo quanto nella qualità di realizzazione, a tal punto che, pur inquadrandosi perfettamente nel linguaggio e nello stile grafico social, a volte i suoi prodotti risultano essere brillantemente a sé stanti, godibili tanto da una homepage delle app a noi più comuni, tanto dal video player del proprio PC.

Se si scorre il suo profilo (che su IG è sotto il nome di ‘ceppeland’), con qualche scroll in più si può facilmente arrivare ai primi, simpatici esperimenti risalenti addirittura al 2017. Semplici immagini, con un utilizzo di effetti neanche lontanamente paragonabile a quello a cui Ceppe ci ha oggi abituati. Eppure l’idea, lo stile, l’estro creativo, tutto è perfettamente riconoscibile e identificativo.

Tutto ci mostra un Ceppe che, soltanto poi con l’evolversi dei tempi, sarebbe realmente diventato tale. Ripeto però, per una maggiore contestualizzazione del personaggio, di non dimenticare assolutamente del suo background e della sua vicinanza, da sempre, al linguaggio web. Se si tiene conto di questo aspetto, difatti, a mio modesto avviso aumenta il valore di una crescita social esponenziale ma lavorata. I sessantamila follower di Ceppe hanno un senso e un significato, e raccontano una storia.

Uno dei lavori presenti sul profilo Instagram di Ceppe, risalente al 2017

Se volessimo, in ultima istanza, ragionare su come i prodotti di Ceppe riescano ad avere tanto appeal, gli spunti di riflessione sarebbero vari e di notevole interesse; un content creator sta attento a tendenze, trend topic e ha sempre cura nello scegliere con chi fare squadra per la realizzazione di contenuti: un ottimo e recente esempio è il Reel proposto per Halloween, in cui Ceppe propone un’idea curiosa, impreziosita da scelte registiche come il loop temporale e da figure di spicco come, in questo caso, Valentina Nappi, anche se gli esempi si sprecherebbero: pensiamo a Federico Rossi (del duo Benji&Fede), Andrea Damante, o anche il giovanissimo Khaby Lame.

Tempi rapidi (che sono la regola principale per contenuti adatti a social come Instagram o TikTok) eun uso sapiente della VFX (in altre parole, degli effetti visivi) garantiscono spettacolarità e comodità di fruizione, cosa che i giovanissimi gradiscono particolarmente; se invece non si vuole scomodare la magia del computer, Ceppe è in grado spesso di proporre anche contenuti basati su pochi dialoghi ben scritti che sanno strappare, sempre in tempi brevissimi, risate ad ogni tipo di pubblico – un comodo esempio, a tal proposito, è il Reel sul sistema immunitario.

E infatti, se proprio chiedeste a me, io direi che la ciliegina che sta sopra a tutti i contenuti di Ceppe è proprio la sua scelta – cui è in grado di tenere fede perfettamente – di puntare ad un target che più ampio non si potrebbe. Ceppe propone contenuti fruibili da chiunque, in qualunque situazione, e che giocano su colori sempre gradevoli e volti sempre sorridenti. Sono contenuti ad hoc per chi vuole una home page pulita e variopinta, con contenuti leggeri e che strappino un sorriso ogni qualvolta si abbiano pochi minuti per accedere al proprio social preferito.

Ceppe, inoltre, non si chiude in barriera alcuna, né generazionale (ma anzi, sa essere accattivante per ogni fascia d’età) né geografica/linguistica. Contenuti sempre in italiano (cosa che gli restituisce un certo onore, dato che la via dell’Inglese sarebbe stata certamente più comoda, ma ciò non gli ha comunque negato riconoscimenti notevoli, come ad esempio le numerose reaction che Zach King – n.1 americano in questa tipologia di contenuti – gli ha dedicato), pochi (ma giusti) elementi che rimarchino il legame con la sua terra campana, senza però che essa risulti invadente o determini il target a cui riferirsi.

Ceppe guarda a tutti e da tutti si fa guardare; stupisce, crea mistero e con amore per quest’arte, certe volte, è anche capace di smascherarsi e rivelare i segreti dei propri contenuti. Svelare cosa c’è dietro la VFX, mostrare i backstage, raccontare in chiave video delle interazioni avute con le proprie guest star: tutti elementi che impreziosiscono un profilo che, ad ogni scroll, offre sempre qualcosa di nuovo e di intrattenente.

Certo, forse ora è il caso di mettere da parte le riflessioni e godersi semplicemente la creatività di Giuseppe Casciano. Mi piace considerare Ceppe un prestigiatore del nuovo millennio, e come tale, merita che gli si presti attenzione, che si indaghi sui suoi trucchi, sui suoi assi nella manica. Ceppe, però, merita anche la cosa più importante tra tutte: che, per ogni idea che avrà per il suo pubblico, stia a noi contraccambiare con i nostri occhi spalancati e un sorriso divertito, come fosse la più alta forma di Like che potremmo mai lasciargli.

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