Terra dei Fuochi o Terra da Riscoprire? Il Liceo Alfonso Maria de’ Liguori, venerdì 17 e sabato 18 marzo, propone il Certamen Acerranum Tertium per recuperare il senso perduto della nostra cultura.

 

Non si impara il latino e il greco per parlare queste lingue, per fare i camerieri o gli interpreti o che so io. Si imparano per conoscere la civiltà dei due popoli, la cui vita si pone come base della cultura mondiale

(Gramsci, Quaderni dal carcere).

Forti del legame che, in Campania, ma più in generale in Italia, ci lega alle nostre tradizioni culturali, un gruppo di docenti del Liceo “Alfonso Maria de’ Liguori” di Acerra, coordinato dal Prof. Alessandro Varavallo, con la collaborazione delle prof.sse Ida Albonico, Annamaria De Martino, Maddalena Venuso e del Prof. Antonio Tuccillo, incoraggiati e sostenuti dal D.S. Carmine De Rosa, un matematico sensibile alla cultura umanistica, tre anni fa ha dato vita al Certamen Acerranum, un agone in lingua latina che vede studenti provenienti dai Licei di diverse regioni d’Italia misurarsi in una sfida all’ultimo verso di un brano tratto dalle “Georgiche “ di Virgilio.

Anticipato quest’anno da due Certamina interni al Liceo, Parvum, per le classi II, e Juvenilia, per le classi III, e inserito nei Certamina accreditati dal MIUR, il Certamen Acerranum ospiterà quest’anno 130 studenti, di cui 16 del “de’ Liguori” e gli altri provenienti da Istituti della Campania, del Lazio, della Basilicata, della Puglia e della Calabria. L’appuntamento è fissato per venerdì 17 marzo, dove gli studenti preparati a dovere dai propri insegnanti e selezionati tra i più portati verso il mondo della traduzione, affronteranno il brano scelto dalla Commissione esaminatrice, presieduta dal prof. Crescenzo Formicola, ordinario di Letteratura Latina all’Università Federico II di Napoli, stilandone una traduzione personale ed originale. La traduzione sarà accompagnata da un commento non solo stilistico, ma anche attualizzato interpretando il passo alla luce della questione ambientale che interessa l’agro Acerrano, noto alle cronache con l’infausto appellativo di Terra dei Fuochi. Le “Georgiche” Virgiliane, con la loro entusiastica celebrazione del labor agricolae, appaiono il testo latino più adatto ad imprimere il sigillo dell’auctoritas culturale classica alla volontà del territorio acerrano di attuare una riconversione ambientale e produttiva che riscopra il rapporto tra antico e moderno in un’ottica di continuità.

Il Certamen, grazie all’incontro di svariate realtà scolastiche, favorisce l’interazione e lo scambio culturale fra i giovanissimi, che condivideranno, insieme agli accompagnatori, anche un ricco programma collaterale, che prevede, fra l’altro, la visita al Complesso Basilicale di Cimitile e al Museo Archeologico nolano.

Per dirla con Nicola Gardini, latinista, docente a Oxford e autore dell’affascinante saggio “Viva il Latino – storie e bellezza di una lingua inutile”, il Certamen Acerranum “incoraggia gli studenti a dialogare con una civiltà che giunge fino a noi senza soluzione di continuità e della quale siamo parte anche quando non lo sappiamo”.

 

 

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