Dal 17 dicembre la circumvesuviana si riveste d’arte. È in servizio il primo dei quattro treni che, con una livrea particolare, raccontano la cultura di Napoli. Tanti personaggi, tra cui Massimo Troisi, Leopardi e Goethe.

Tra gli innumerevoli problemi che ogni giorno riguardano i trasporti campani, una piccola novità che fa sorridere: la Circumvesuviana si riveste d’arte. Lunedì 17 dicembre è entrato in servizio il primo dei quattro treni che, con una livrea particolare, raccontano la cultura napoletana. Raffigura una serie di personaggi che, nella loro vita, si sono rapportati col territorio partenopeo e, in particolare, col Vesuvio.

Il primo volto è quello di Ercole. Secondo la leggenda, avrebbe annientato il demone Caco per avergli rubato dei buoi dalla sua mandria. Per questo motivo, il vulcano sarebbe consacrato proprio a lui. Poi Plinio Il Vecchio, che perse la vita durante l’eruzione del 79 d. C. mentre cercava di osservare da vicino questo fenomeno unico e inaspettato. Poi ancora Lucrezia D’Alagno, con i suoi intrighi amorosi con Alfonso V D’Aragona.

Al centro Carlo III di Borbone, che decise di far costruire una Reggia a Portici, portando così alla realizzazione delle ville vesuviane del Miglio d’Oro. E poi Johann Wolfgang von Goethe che, durante il suo viaggio in Italia, raggiunse Napoli, meravigliandosi davanti all’immagine del Vesuvio “con un pennacchio di fumo sul cucuzzolo”. A quest’immagine si accosta inoltre quella delle ginestre che, nonostante le condizioni difficili, prendono vita sulle pendici del vulcano. E qui, indubbiamente, il volto gentile di Giacomo Leopardi.

A testimonianza della particolarità della natura di questo vulcano, ecco il volto di Luigi Palmieri. Direttore dell’Osservatorio del Vesuvio, lo studiò a lungo e lo analizzò a fondo. E infine Massimo Troisi, un volto che, con la sua comicità, rappresenta in pieno l’anima della città intera.

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