Dal “panaro solidale” alla “spesa sospesa”: i gesti della Napoli solidale durante l’emergenza Coronavirus.

A causa dell’emergenza Coronavirus, siamo tutti costretti a modificare i nostri stili di vita. Stiamo vivendo un momento di totale incertezza da ogni punto di vista, e non sappiamo se questi piccoli e grandi cambiamenti dovranno essere ulteriormente prolungati.

In questo contesto, ci conviene iniziare a ragione su un fatto importante. La condizione attuale restrittiva e vincolante non ci colpisce tutti alla stessa maniera: in altri termini, la quarantena non è uguale per tutti. Tutti subiamo gli effetti di un isolamento forzato attualmente necessario e di un intervallo arrivato bruscamente nelle nostre vite, sulle quali pensavamo (erroneamente) di avere il totale controllo. Ci sono alcune persone, però, che si trovano a incassare in maniera più violenta i colpi del Coronavirus.

Chi sono queste persone? le donne vittime di violenza, per le quali la casa è di fatto il luogo più pericoloso in cui stare, i lavoratori non regolarizzati, gli anziani che vivono da soli, i soggetti economicamente svantaggiati. 

È bene, se possibile, approfittare di questo periodo insolito e rendersi utili, aiutando le persone che hanno bisogno dei nostri gesti solidali. In questo, e anche questa volta, il popolo partenopeo non si smentisce. Tante sono le iniziative promosse dal Comune di Napoli e provincia, così come da altre realtà solidali, aventi lo scopo di attenuare, seppur minimamente, il dolore derivato da un colpo arrivato di soprassalto, che affonda su un terreno già di per sé disastrato. 

Una di queste iniziative è il panaro solidale. Si tratta della ricomparsa di un oggetto quasi dimenticato ma sempre tanto caro alla popolazione napoletana: il panaro. Questa volta, il cestino legato al balcone viene utilizzato per aiutare chi ha difficoltà economiche tali da non potersi alimentare. Sono tante le persone che hanno perso il proprio lavoro a causa dell’emergenza Coronavirus, tuttavia, la vita rimane un diritto di tutti. Il panaro solidale è un pensiero rivolto alla comunità, ed è volto a preservare il diritto alla vita. “Chi può metta, chi non può prenda”. Questo l’invito che si legge. 

Un’iniziativa nata nel quartiere Santa Chiara, pensata da due attivisti, Pina e Angelo. Sapevano i due che sarebbero diventati un’ispirazione per molte altre comunità? probabilmente no, eppure il portale cileno vai.cl ha dedicato una pagina alla solidarietà della città partenopea, attribuendole le seguenti parole: “la città più inquieta d’Italia che sta dimostrando ancora una volta di avere un cuore grande e un rinomato ingegno.”

Anche la pop-star di origini italiane Madonna ha fatto riferimento al panaro solidale in un post pubblicato recentemente su Instagram:

Un’altra prova di amore e solidarietà che Napoli ha dimostrato proviene ancora una volta dalla comunità ed è rivolta ancora una volta alla comunità. Si tratta della spesa solidale, iniziativa che riguarda, in modi diversi, tutta l’Italia. In Campania, e a Napoli, sono diverse le realtà che hanno preso in considerazione questo gesto, comprese le figure istituzionali, la Protezione Civile, o il Comune di Napoli e provincia, attraverso, ad esempio, il bonus spesa. Oltre a queste, è da evidenziare il lavoro che stanno portando avanti volontari della Casa del Popolo di Villa Medusa, di Iskra, e della Lokomotiv Flegrea. Grazie a loro, infatti, è nata l’Area Flegrea Solidale. Si tratta di un progetto a sostegno dell’area flegrea di Napoli, e rivolto, più specificamente, agli anziani e alle persone che hanno bisogno di ricevere un sacchetto contenente beni di prima necessità. Il pulmino blu, carico di sacchetti-spesa donati dalla comunità, raggiunge il domicilio di chi si ritrova ad essere, in questa situazione, in svantaggio socio-economico.

Una proposta simile parte dall’Ex-Opg Je So’ Pazzo. Costantemente attivi, ancora una volta i volontari dell’Ex Opg porgono la mano verso gli altri, in particolare verso il basso. D’altronde non è partendo dal basso che si attuano i più grandi cambiamenti?

Oltre alla spesa solidale, resa concreta anche grazie alla raccolta fondi per l’emergenza su produzioni dal basso, gli attivisti si rendono disponibili anche rispetto alle problematiche che molti lavoratori e lavoratrici stanno attualmente affrontando. È stato, infatti, reso attivo un telefono rosso che funge da canale diretto con avvocati volontari pronti ad ascoltare e a gestire le denunce di situazioni illegali e insicure che si stanno verificando durante queste settimane.

Sembra che, nonostante le mancanze da parte delle istituzioni, i napoletani si siano attrezzati per rendere le risorse necessarie più accessibili a tutti, dimostrando ancora una volta l’importanza della connessione umana. 

Commenta