Da lunedì 26 marzo al Parco archeologico di Ercolano arriva il Maiuri pop up Shopping, un itinerario tra antiche taverne e botteghe, e che si lega all’anniversario che cade quest’anno, i novant’anni dall’avvio della campagna di Scavi cominciata dall’archeologo Amedeo Maiuri

Il Vesuvio urlava nella notte, sputando sangue e fuoco. Dal giorno che vide l’ultima rovina di Ercolano e di Pompei, sepolte vive nella tomba di cenere e di lapilli, non s’era mai udita in cielo una così orrenda voce. Un gigantesco albero di fuoco sorgeva altissimo fuor dalla bocca del vulcano: era un’immensa, meravigliosa colonna di fumo e di fiamme, che affondava nel firmamento fino a toccare i pallidi astri.
(Curzio Malaparte)

Un itinerario tra le taverne e le botteghe destinate all’antico shopping, i luoghi dove furono esposti le derrate alimentari o i servizi di lavanderie: avrà inizio lunedì 26 marzo il Maiuri pop up Shopping, percorso predisposto nel Parco Archeologico di Ercolano ove saranno aperta le taverne e le botteghe dell’epoca, le quali potranno essere conosciute e riscoperte dagli appassionati e curiosi visitatori potranno, che potranno contare sulla guida di un volantino che ciascuno ritirerà all’ingresso.

Prosegue il processo di rivitalizzazione del Parco archeologico e i visitatori nella giornata di lunedì saranno chiamati a seguire il fil rouge del moderno shopping, che un tempo si svolgeva nei luoghi adibiti al commercio di alimenti, oggetti di artigianato o nei luoghi destinati ai servizi come le lavanderie – afferma Francesco Sirano, direttore del Parco archeologico di Ercolano, che prosegue – Il nostro intento è di appassionare i visitatori nell’introdurli a quella che era la vita degli abitanti dell’antica Ercolano perché possano immergersi nello spirito di questo luogo che non è immobile ma vivo. Ogni itinerario, ogni evento che organizziamo comporta un grande impegno che i nostri visitatori stanno premiando, negli ultimi mesi infatti abbiamo registrato un incremento delle presenze del + 21% rispetto agli stessi mesi del 2017, ciò a dimostrazione della centralità che il sito archeologico sta rappresentando per il turismo culturale.

Amedeo Maiuri

Gli incontri pop up che si succedono da quasi un anno – asseriscono dal Parco – sono manifestazioni in cui nei differenti siti si spalancano finestre alla scoperta dei diversi luoghi con varia funzionalità, botteghe alimentari, di oggetti dell’artigianato, lavanderie, che si legano all’anniversario che cade quest’anno, ovvero i novant’anni dall’avvio della campagna di Scavi cominciata dall’archeologo Amedeo Maiuri che con previdenza sperimentò modalità di fruizione dell’area nuove per i tempi e il cui approccio è tutt’oggi davvero interessante. Maiuri fu uno dei maggiori archeologi italiani del Novecento, un archeologo a tutto tondo come esisterono solo un tempo, così tanto e intimamente legato alla città di Napoli. Nacque nel Lazio (a Veroli, in provincia di Frosinone), il 7 gennaio 1886; stando al suo stile e alla sua prosa potremmo considerarlo in Italia il capostipite della diffusione dell’archeologia sapiente, di gusto ricercato. I principali centri d’attività dell’archeologo nell’area napoletana e zone circostanti, furono i Campi Flegrei, Pompei ed Ercolano, e Capri.

Per quanto riguarda i Campi flegrei si ricordano gli scavi di Maiuri soprattutto a Cuma, dove sotto l’Acropoli egli identificò l’Antro della Sibilla (1932); diede anche inizio allo scavo sistematico del vasto comprensorio che è attualmente il Parco Archeologico di Baia e sempre a Baia, nel 1959, avviò le esplorazioni subacquee delle costruzioni sommerse dal bradisismo già in epoca antica. Ad Ercolano fu promotore di numerose campagne archeologiche, almeno dal 1927, tutte assai lontane dal vetusto procedimento settecentesco dei cunicoli: dalle ricerche e dai suoi studi, pubblicati nel 1958, fu possibile conoscere una importante porione della città antica, ovviamente quella non occupata da costruzioni. (G. Liccardo)

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo ‘Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento’. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all’anima candida di questa terra.

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