Eye contact experiment Napoli, l’iniziativa che vuole riscoprire l’umanità

In una realtà in cui si corre per arrivare al lavoro, si mangia di fretta in una pausa pranzo ritagliata in una mensa all’angolo in solitudine, si fa a gara per essere i primi a prendere la metro, l’evento eye contact experiment Napoli costituisce la giusta risposta ai ritmi frenetici imposti dalla nostra società, in particolar modo nelle grandi metropoli, che ci allontanano dalla nostra dimensione d’appartenenza: quella umana.

Per chi volesse, quindi, umanizzarsi, l’appuntamento è il 29 ottobre al centro direzionale di Napoli, muniti di materassino, telo, cuscini o un paio di sedie per accogliere la persona che vorrà incontrare i nostri occhi.

Sarà possibile guardarsi anche stando in piedi, posizionati all’interno di un hula hoops, oppure assistere semplicemente ed osservare quanta armonia traspare dai volti delle persone quando si sentono accolte e libere di esprimersi.

Non ci sono regole, ma solo il fluire spontaneo della nostra anima, la naturalezza della nostra essenza ed il rispetto totale del prossimo. Non c’è nulla di prestabilito: si parte con uno sguardo negli occhi di pochi secondi e si può finire ad ammirarsi per ore. Siamo liberi di fare come ci pare e per quanto tempo ci pare: eye contact experiment offre la possibilità di interazioni libere, in cui ognuno sceglie secondo il proprio sentire.

Un esperimento umano e sociale che si sta diffondendo in tutto il mondo finalizzato a riconnettere le persone tramite una comunicazione non verbale, attraverso sguardi, sorrisi che ci consentono di rompere gli schemi sociali e le inibizioni interiori che ci impediscono di entrare in contatto con il prossimo.

Scegliere, infatti, di provare un contatto visivo con un estraneo significa rimuovere i nostri veli di protezione emotiva ed avere il coraggio di sperimentarci. Uscire da un guscio dove ci sentiamo protetti e arricchirci di una nuova esperienza, sviluppare fiducia nell’altro.

Una prova schiacciante fu l’esperimento di Marina Abramović

Quello che uno sguardo può comunicare è più efficace di un discorso speso in parole che vengono dimenticate e spesso male interpretate: eye contact experiment è il tentativo di porre attenzione e consapevolezza al momento che stiamo vivendo, per sensibilizzarsi a vivere “qui e ora”. Uno spazio che da valore alla contemporaneità, senza ansie per il futuro, ne rimorsi del passato. Non meno importante è “la legge dello specchio”: ogni persona con cui si entra in intimo contatto è uno specchio per portare alla luce parti di noi.

Alla fine dell’esperimento i video raccolti da volontari verranno inviati in Australia, dove verranno montati insieme agli altri presenti in tutto il mondo.

Una Napoli annessa e connessa, quella del 29 ottobre, che offre ai napoletani la possibilità di riappropriarsi del tempo e di liberarsi dell’ora.

Voi occidentali, avete l’ora ma non avete mai il tempo.

(Gandhi)

 

 

Classe 1986, Francesca Andreoli si laurea in giurisprudenza con una tesi in diritto islamico. Proprio all’università scopre la passione per la scrittura e il giornalismo e inizia questa avventura, vantando un periodo di formazione presso la radio della Federico II, specializzandosi nella stesura di format radiofonici.
Ama gli spettacoli folkloristici che la sua terra ha da offrire, anche perché si diletta a ballare pizziche e tammurriate durante gli eventi di cui poi solitamente scrive.

Commenta