“Chi tiene polvere spara”, la quarta edizione dello Sponz fest, il festival dello sposalizio di Vinicio Capossela.

Il festival dello sposalizio, lo Sponz fest, il festival dell’Irpinia. Il festival del Sud.

Grazie al mitologico cantautore, Vinicio Capossela, alla tempesta di storie, di stornelli, e di racconti di vita che restituisce nel suo libro “Il paese dei coppoloni” e nel disco, uscito a maggio, “Le canzoni della Cupa”, dopo anni e anni di ricerca nelle terre del lupo, del mulo, e delle bestie del grano.

Tutto prende corpo, si inscena allo Sponz fest: una settimana di gioia nel tepore estivo di Calitri e degli altri paesi che fanno parte dell’asse dello sponzamento. Sette giorni in cui le creature raccontate e cantate sono a portata di mano, si possono toccare, sono tra gli umani.

Le mammenonne, il barbiere, i cumversazionevoli, il timoniere della sala veglioni.

I luoghi che fuoriescono dal libro e tornano a vivere al loro posto, solo per questa settimana, perché dopo ridiventano memoria. La memoria di un viandante che le conserva, poi le prende e le tira fuori, le elogia, le fa scoprire al mondo. Però dopo le rimette a posto, le preserva. Le protegge.

Quest’anno, la quarta edizione dello Sponz fest, dal titolo “Chi tiene polvere spara”, come recita un detto calitrano per dire “chi ha qualcosa da dire lo dica”. Una edizione ancora più ricca di belle anime, di talenti, di grandi nomi.

Gianni Morandi, Giovanna Marini, Micah P. Hinson, Mario Brunello, la Banda della Posta, Mariachi Mezcal y tre rosas, Dyables de L’onyar e altri ospiti che inaugurano e chiudono la settimana di sponzamento culturale: Paolo Rumiz, Ascanio Celestini, Vincenzo Costantino Cinaski, Victoria Fante, Moni Ovadia, Khaled Alnassiry. Mariangela Capossela, Erica Hansen e Giovanni Spiniello con le opere che decorano lo Sponzarti.

La storia con Gianni Morandi comincia qualche mese fa sui social network e finisce nel magnifico vortice dello sponzamento. Tutto parte da un breve omaggio musicale del capitano coraggioso a Vinicio Capossela: con un sottofondo sonoro di cicale il grande Gianni interpreta, col suo timbro di voce inconfondibile e il tono spensierato che non lo lascia da quel Cantagiro del ’64, “La padrona mia”, e lancia il video sulla sua pagina facebook.

Vinicio non lascia passare due giorni che risponde con un altro video, in cui ripropone, col suo incantevole lirismo, “Se perdo anche te” del Morandi. Interpretazione cucita sulla sua pelle, confermato dallo stesso capitano, poi, al concerto del 27 agosto, allo stadio di Calitri. Sì, perché, poi, passa qualche mese e arriva lo sponzsigillo: Vinicio invita Gianni al suo concerto, l’unica data campana del tour “Polvere” de “Le canzoni della Cupa”.

Dal social network alla sera del concerto è stata scritta un’altra pagina memorabile della storia della musica. Capossela e Morandi, umanità che si sponza con la terra. È questo che vogliamo!

Le emozioni si consumano all’ombra di uno spicchio di luna d’oro, dondolante sui pensieri di migliaia di persone arenate alla polvere della Sponz arena.

Dal basso si alza la polvere e diventa moltitudine di palloncini colorati. Un omaggio a tutti coloro che ogni anno, sotto la direzione artistica del Capossela, collaborano per ricreare lo Sponz fest.

Una moltitudine di palloncini colorati: il riscatto dalla polvere delle macerie che soffocò l’Irpinia quasi quarant’anni fa, la stessa che nei giorni del festival ha coperto i paesi ai piedi del Gran Sasso, per i quali saranno destinati parte degli incassi del concerto del 27 agosto.

Lo Sponz fest si affaccia alla sua edizione 2017!

la Viandante

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Un pensiero riguardo “Fatti mandare dalla mamma… allo Sponz fest!

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