La Campania e la Basilicata si confermano ai vertici della produzione nazionale di fragole e puntano all’Europa.

Temperature rigide e la concorrenza delle colture del Nord Italia non hanno fermato l’ascesa delle fragole campane e lucane, che insieme si attestano su circa il 50% delle coltivazioni italiane con circa mille ettari dedicati. Le colture sono rimaste bloccate nei mesi di gennaio e febbraio a causa delle temperature non idonee, ma col caldo delle ultime settimane ed il conseguente picco produttivo è stato riscontrato un aumento nella produzione rispetto al 2016, come riporta Carmela Suriano, general manager di Planitaliaazienda produttrice di fragole, mirtilli, lamponi ed alberi da frutto.

Anche Pietro Paolo Ciardiello, direttore di Coop Sole,  azienda con sede a Parete (Caserta) che produce alimenti tipici come la mela Annurca e la Percoca, parla con toni entusiasti delle colture di quest’anno, agevolate dal vantaggio climatico di cui dispone il Sud Italia che beneficia di periodi più lunghi di raccolta e produzione delle coltivazioni, vantaggio che quest’anno si è in parte ridotto per via dell’andamento climatico costringendo le cooperative ad abbassare i prezzi per entrare in competizione con i prodotti del resto d’Italia e spagnoli, registrando comunque un aumento degli utili dato il maggior consumo interno di fragole e piccoli frutti. Secondo Ciardiello, la Coop Sole ha già raggiunto i 30 mila quintali di prodotto venduto, aumentando la propria produzione di fragole da 70.000 a 83.000 quintali nell’ultima stagione, portando la percentuale di ricavi dalle vendite in tutta Europa (dalla Scandinavia alla Sicilia) al 30% del proprio fatturato, anche se Spagna e Marocco riescono ad imporsi grazie soprattutto ai prezzi bassi.

 

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Fragole Coop Sole

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