Piazza Garibaldi 2018, una metro ad arte per Napoli. La storia, la costruzione, la modernità dell’ “ingresso di Napoli”

Sui pannelli che attorniano l’ultimo cantiere per la stazione della metro della Linea 1 di piazza Garibaldi, ecco in bella vista i rendering del nuovo parco urbano progettato ed ideato dall’architetto Dominique Perrault. Davanti ai nostri occhi 55 mila metri riqualificati, 37 mila di aree pedonali, 15 mila di aree verdi e 9 mila dediti all’intrattenimento. Di più, 236 nuovi alberi e una galleria commerciale. Questi i numeri del nuovo parco urbano di piazza Garibaldi che spiccano sui nuovi pannelli collocati per incorniciare l’ultimo cantiere dei lavori della metropolitana che rivela l’apertura per il prossimo anno di una delle porte principali di accesso alla città. Infine dopo anni di sacrifici per i cittadini giunge a conclusione il lavoro di risistemazione e riqualificazione urbana di una tra le piazze più belle di Napoli nel disegno dell’architetto Dominique Perrault: una metropolitana ad arte per la città.

Tra le principali realtà urbanistiche napoletane, la piazza si situa a limite dei quartieri Pendino, Mercato, San Lorenzo e Vicaria. Dal 1866 si affaccia su di essa la Stazione di Napoli Centrale, poi seguita in tempi più recenti da una stazione metropolitana della Linea 1 e della Linea 2, e da una della Circumvesuviana. Tra le più movimentate della città, piazza Garibaldi vanta anche stazionamenti di taxi e di autobus, nonché presenza cospicua di grandi alberghi storici e non. Dimenticavo, prima di intavolare qualsivoglia discorso, gustare una tazzina di ottimo caffè «espresso» presso il bar Mexico potrebbe rivelarsi una gustosa e piacevole idea: un caffè concentrato, forte e schiumoso, proprio come piace al nostro popolo.
Insomma, un crocevia di culture, tradizioni, etnie e nazionalità, un bricolage di personalità: questa, e non solo, la nostra Stazione Centrale. Se da un lato abbiamo una bella stazione della metropolitana, con la sua ricca Galleria Commerciale ipogea, le sue iniziative, i suoi bar lussuosi, i facoltosi alberghi e bed and breakfast,  dall’altro ancora la frenesia e il caos dei traffici moderni, le bancarelle, i banchetti, i chioschi, i kebab che incrociano le pizze, gli ostelli e le pensioni, corse dei cavalli, tre carte, e chi più ne ha più ne metta. Un puzzle davvero eterogeneo.

Il moderno assetto della piazza è frutto della realizzazione della stazione Garibaldi della Linea 1 della metropolitana collinare di Napoli. La singolarità di questa stazione consta nella presenza di un esteso pergolato in acciaio sovrastato da pannelli in teflon forato che riparano le diverse scale mobili intrecciate tra loro e sospese nel vuoto.
Una piazza larga, profonda, imponente, perfettamente rettangolare, sintesi di una serie di modifiche effettuate nel tempo. La piazza sorge in seguito all’Unità d’Italia, in occasione del collocamento del nuovo scalo ferroviario lungo la strada dei fossi (l’attuale Corso Garibaldi). Inizialmente le fu dato il nome di piazza della Stazione o della Ferrovia. Nel 1891 Giuseppe Saredo, Regio Commissario, le affibbiò il nome di piazza dell’Unità Italiana. Dal 1904 la piazza fu dedicata a Giuseppe Garibaldi, ‘l’eroe dei due mondi’. In fondo alla piazza, del resto, si staglia, scura e arcigna, la statua del nizzardo opera di Cesare Zocchi, che, per farsi largo, spodestò la statua della leggiadra sirena Partenope (esiliata a Piazza Sannazzaro), alla quale in maniera alquanto più opportuna spettava il compito di dare il benvenuto ai forestieri, che di lì, si sa, passavano, proprio come oggi, in gran numero.

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