Gustus: dall’Expo che si è concluso alla Mostra d’Oltremare l’invito alle regioni del Sud Italia di unire la forze per lanciare la sfida sui mercati internazionali. Numeri in crescita per la manifestazione.

Baciata dal sole, e non soltanto quello di questo inaspettato scorcio di estate di fine novembre. Il sole che ha baciato la quarta edizione di Gustus è quello che per tradizione inonda le regioni del Sud Italia che sono state le vere protagoniste della quarta edizione dell’Expo
dell’Agroalimentare e dei Sapori Mediterranei organizzata da Progecta.

Dalla kermesse napoletana che si è svolta alla Mostra d’Oltremare, nasce l’idea, in parte già attuata, di una sinergia fra le regioni meridionali per la promozione delle eccellenze locali sul mercato nazionale e su quello internazionale.

Un invito partito durante la tre giorni di lavori, espresso dal Capo della Segretaria della Presidenza della Regione Campania, Franco Alfieri e dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata, Luca Braia. Le due regioni hanno messo il primo mattone della futura auspicata
alleanza e lo hanno fatto nel nome della Dieta Mediterranea che unisce per vocazione e produzioni i due territori.

Il prossimo passo è allargare questa alleanza a Puglia, Calabria, Sicilia, Lazio, Abruzzo e Molise già presenti a Gustus con alcune imprese regionali.

Angioletto de Negri, amministratore di Progecta ha dichiarato:

Gustus è il simbolo dell’aggregazione delle imprese del Sud. Il Mezzogiorno può riconoscere in questo evento un momento di rilancio. Da qui chiediamo alle imprese di aggregarsi e alle Istituzioni di fare altrettanto per avere l’anno prossimo le regioni del Sud tutte insieme.
Abbiamo bisogno di unire le forze per vincere la battaglia della competitività e dobbiamo farlo sul nostro terreno e sul nostro territorio. La concorrenza non è fra noi ma con il resto del mondo.

Il successo della manifestazione è testimoniato dai numeri: l’edizione di Gustus ha registrato il 60% in più di espositori e il 20% in più di presenze, con arrivi non solo dalle regioni interessate direttamente quest’anno all’evento, come la Campania e la Basilicata, ma anche da Puglia, Calabria, Lazio, Molise e Abruzzo. Presenti praticamente tutte le categorie professionali che operano nel settore dell’agroalimentare e del commercio, con forte partecipazione dei rappresentanti dell’horeca, della gdo e della distribuzione indipendente.

Tangibile la soddisfazione delle imprese presenti, le grandi firme nazionali come Barilla, Surgital e Zanussi, quelle internazionali come Lantmanmnen o Royal Greenland e le imprese del territorio; la maggior parte di esse ha già confermato l’interesse per l’edizione 2018 dell’evento, in qualche caso anche con un ampliamento di spazio. A queste si uniranno le regioni e le imprese che quest’anno sono state in visita a GUSTUS in qualità di osservatori e che hanno annunciato la loro presenza l’anno prossimo fra gli espositori.

L’auspicato rilancio delle imprese del sud, anche sul piano internazionale, ha cominciato a prendere forma nel corso del Meet & Match che ha caratterizzato l’ultima giornata di lavori di Gustus. 200 rappresentanti delle produzioni agroalimentari della Campania e di altre
regioni meridionali, hanno incontrato circa 40 buyers, e fra questi le delegazioni arrivate da Canada, Polonia e Repubblica Ceca desiderosi di portare sulle loro tavole i prodotti Made in Sud.

Pasta, vino, olio, pomodori freschi e pomodori secchi, conserve e dolci voleranno così oltre confine grazie al marketplace napoletano dell’agroalimentare.

I pareri positivi raccolti fra gli espositori ma anche fra gli osservatori esterni, ci dicono che abbiamo centrato l’obiettivo. Quando abbiamo pensato a Gustus, la nostra idea era quella di fare di Napoli un punto di riferimento dell’agroalimentare al sud per realizzare le necessarie sinergie la per promozione delle produzioni alimentari. La missione non è ancora compiuta ma il consenso registrato in questa edizione, il riconoscimento espresso dalle Regioni presenti e l’invito ad andare avanti che ci giunge da più parti, rappresentano uno stimolo importante a fare ancora meglio. Già nel 2018 proveremo a restaurare una sorta di “Regno delle 2 Sicilie”
dell’agroalimentare e sono certo che ci riusciremo.

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