10 articoli per sensibilizzare l’uomo al rispetto degli amici a quattro zampe

Il Foof è qualcosa che va oltre il semplice concetto di canile, spesso associato a strutture fatiscenti e malinconiche in cui i cani vengono lasciati a morire, ma fonde in se diversi concetti che la privano di ogni etichetta e la pongono come “la celebrazione del rapporto tra il cane e l’uomo”.

Nato dall’impegno di alcuni soci della Onlus “Vivimondo”, il Foof diventa in breve tempo un’oasi nel territorio campano per cani e padroni, situata sul litorale Domitio a Mondragone mette a disposizione ben 70.000 metri quadrati di verde per un’esperienza senza eguali in Europa.

La struttura nasce come canile ed ha come scopo quello di dare una casa a quanti più randagi possibile, ma non si limita a questo. Nella struttura è possibile trascorrere semplicemente una giornata in compagnia degli amici a quattro zampe immersi nel verde, rendendola adatta sia a semplici gite di famiglia che a visite didattiche, dove le scolaresche vengono sensibilizzate a riguardo di tematiche come l’abbandono ed il maltrattamento ma hanno la possibilità di imparare anche molte curiosità sulla storia e l’evoluzione dei cani nel museo della struttura, che vanta ben 120 reperti ed è una novità a livello nazionale e continentale.

La struttura è attenta all’eco sostenibilità, facendo uso di materiali riciclati e di pannelli fotovoltaici rendendo il complesso ad impatto zero, è anche presente un orto che produce ortaggi e verdura per garantire agli ospiti una dieta sana e variegata. Grazie al suo impegno il Foof è stato insignito di diversi riconoscimenti, su tutti quelli dell’associazione ANMLI (Associazione Nazionale Musei Locali e Istituzionali) come “museo innovativo” , la Regione Campania e l’UNESCO.

 

Quali sono dunque le regole per una sana convivenza?

Il Foof ha stilato una carta divisa in dieci punti, che raccolgono le basi per un rapporto consapevole delle difficoltà e dei doveri derivanti dall’adozione di un randagio, per far si che i futuri padroni siano consapevoli dei principi necessari per assicurare al cane una buona qualità di vita.

Articolo 1. Diritto all’adozione consapevole, cioè far si che dietro l’adozione ci sia una scelta responsabile e ponderata, in modo che per il cane siano prese le soluzioni più vantaggiose in ogni caso.

Articolo 2. Diritto all’educazione, il cane ha il diritto di essere educato in base al suo carattere e alle sue propensioni, senza essere frustrato o demotivato a farlo, garantendo indipendentemente dalle scelte in merito ad una crescita serena.

Articolo 3. Diritto alla vita sociale, è il diritto di vivere senza stare alla catena o da solo in giardino, perché come l’uomo il cane ha bisogno di una vita sociale con i propri simili e con la famiglia adottiva, senza allontanarlo in caso di malattia o per l’arrivo di un bambino.

Articolo 4. Diritto alla passeggiata, ovvero intendere la passeggiata non solo come momento relativo alle funzioni corporali, ma come momento di esplorazione e socializzazione.

Articolo 5. Diritto al gioco, da intendere in una visione più ampia di esplorazione, crescita e attuazione di comportamenti innati per imparare i propri limiti, sia con persone che animali.

Articolo 6. Diritto alla non violenza, il cane deve essere protetto da abusi e negligenze, non deve essere forzato ma istruito con comportamenti amichevoli ed amorevoli, senza l’uso di metodi coercitivi.

Articolo 7. Diritto alla sicurezza, implica  il diritto di vivere libero dalla paura e dal timore.

Articolo 8. Diritto alla salute, il punto probabilmente più importante, impone di intervenire in caso di problemi di salute del cane, inteso come farmaci e cure mediche. L’unico parere da prendere in considerazione in merito è quello del veterinario.

Articolo 9. Diritto al benessere, il cane ha il diritto di vivere da cane, senza ridicolizzazioni. Umanizzazioni, proiezioni e reificazioni sono forme di maltrattamento.

Articolo 10. Diritto all’alimentazione, l’importanza di seguire una dieta adeguata alla sua specie e alle sue esigenze, non composta da scarti o avanzi dell’alimentazione umana che spesso risultano tossici o non equilibrati per l’apporto nutritivo.

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