Ancora una vittoria per Ancelotti che in pochi mesi ha già superato il sistema di gioco di Sarri ed i pesanti limiti del turn over, ora la Juventus è più vicina.

Non si ferma più il Napoli che riprende l’inseguimento al vertice dopo la sosta per le nazionali. Il protagonista è ancora una volta lui: il turn over. In porta l’ex Karnezis vince il ballottaggio con Ospina rientrato in ritardo dalla gara con la nazionale colombiana. In difesa confermato il duo Koulibaly-Albiol con Malcuit ancora titolare ed Hysaj dirottato sulla fascia opposta, mentre a completare l’ormai consueto 4-4-2 ancelottiano ci pensano Callejon, Allan, Zielinski e Verdi (uscito dopo cinque minuti per infortunio, al suo posto Fabian Ruiz) e la coppia d’attacco formata da Mertens e Milik, data l’indisponibilità di Insigne. Velazquez dal canto suo affronta gli azzurri con il solito undici preferendo Pussetto a Barak per completare il tridente, mentre il centrale Troost-Ekong viene sostituito anche lui per infortunio dopo appena mezz’ora.

Il Napoli evidenzia una nuova consapevolezza dei suoi mezzi con questo camaleontico sistema di gioco che riesce ad adattare gli interpreti agli avversari ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Dopo 4′ Verdi è costretto ad uscire dal campo per infortunio, si parla di distrazione all’adduttore per lui, al suo posto entra un pimpante Fabian Ruiz che dopo appena dieci minuti porta il Napoli in vantaggio con un destro a giro all’incrocio dei pali su cui Scuffet può soltanto stare a guardare. Ennesima rete segnata dai subentranti quest’anno, indice che la panchina è sfruttata meglio e di questo tutto l’ambiente può beneficiarne. Qualche imprecisione difensiva rischia di riaprire la partita, con Lasagna che si dimostra però sottotono e non riesce a punire le disattenzioni di Albiol.

Nella ripresa Velazquez inserisce un centrocampista offensivo per un mediano, Barak per Behrami e lancia un chiaro segnale alla squadra, che aumenta la pressione sul Napoli ma non riesce ad agguantare il pareggio. La contromisura di Ancelotti è sostituire un evanescente Milik con Hamsik e Zielinski con Rog. L’Udinese cerca disperatamente di riacciuffare il risultato ma Koulibaly ed ancora Lasagna vanificano gli sforzi, finchè al 37′ il Napoli la chiude virtualmente con un rigore trasformato da Dries Mertens per fallo di mano di Opoku sulla conclusione di Callejon. L’Udinese crolla mentalmente e c’è anche lo spazio per il primo goal stagionale di Marko Rog che al 40′ dopo una manciata di secondi dal suo ingresso in campo “scippa” il pallone a Mertens che si era portato in area friulana e batte di destro Scuffet per la terza volta.

Vittoria fondamentale degli azzurri che allontanano la sconfitta dello Juventus Stadium di fine settembre scorso siglando la terza vittoria di seguito, quella di eccezionale importanza in Champions League contro il Liverpool di Klopp (utile non solo per il prestigio, ma anche per i tanti soldi guadagnati) e quella del San Paolo contro l’energico Sassuolo di De Zerbi prima della sosta. Con questo filotto (terza gara consecutiva senza subire goal) Ancelotti ed i suoi si proiettano nel migliore dei modi alla partita crocevia col Paris Saint Germain di domani sera con l’ottima notizia del recupero di Lorenzo Insigne. Ultimo ma non per importanza l’accorcio sulla Juventus che in casa non va oltre il pareggio col Genoa che riesce a concedere un solo goal ai torinesi ed a sfruttare un’ingenuità della difesa avversaria col Daniel Bessa. Ora la vetta della classifica dista quattro punti, l’impresa è ardua ma sognare non costa nulla.

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