Al laboratorio Aprile, Acerra, un convegno sui diritti umani in carcere

Carceri sovraffollate, malsane, violente. Violazione dei diritti umani e morti che restano in silenzio. Ad Acerra (Na), il Laboratorio Aprile ha organizzato per giovedì 3 Marzo, ore 18,00,  un interessante iniziativa sulla questione carceraria italiana: “Storie invisibili – Cronache da un mondo fuori dal mondo”. Volta a stimolare una riflessione su un mondo che ci appare così lontano eppure presente, attuale  e non troppo distante dalle nostre case.  Ospite Luigi Romano dell’osservatorio di Antigone – associazione per i diritti e le garanzie del sistema penale.

Analizziamo la questione: In Italia sono 65.701 i detenuti nei 206 istituti di pena del nostro Paese. Quest’ultimo fu condannato dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo lo scorso gennaio per la questione del sovraffollamento. Ma di certo questo non è l’unico problema legato alla questione carceraria. Diffusa all’interno di quelle quattro mura la violazione dei diritti e della dignità delle persone detenute. Dal 2000 ad oggi  il numero dei suicidi avvenuti in carcere ammontano 894 e in 16 anni il numero dei morti ammonta a 2. 509. Cifre che fanno tremare i polsi ma che passano indifferenti dinanzi all’opinione pubblica.

Nel 2015 l’osservatorio di Antigone “fotografò” le carceri italiane. Le maggiori criticità riguardano, oltre al sovraffollamento, la spesa dell’intero sistema.  Il nostro è uno degli Stati che spende di più. Ma non sa farlo, infatti l’82,9% delle uscite”servono a pagare gli stipendi del personale mentre solo 11,5 euro vengono usati ogni giorno per il mantenimento, l’assistenza e la rieducazione dei detenuti. Qui sfociamo in un altro grande problema: La mancanza di opportunità di lavoro e formazione che dovrebbero essere obbligatorie per costruire il reinserimento sociale alla fine della pena ma si è scelto di tagliare pesantemente questa voce.

In un territorio come Acerra in cui per i giovani c’è poco e niente, il Laboratorio Aprile ha deciso di combattere l’indifferenza, il qualunquismo, l’autoreferenzialità costruendo uno spazio aperto, poliedrico, orizzontale in cui fare politica.  Non si tratta della becera politica a cui sia abituati oggi, non si tratta del candidarsi alle elezioni e quindi uscire solo durante la campagna elettorale  ma richiama l’accezione pura di quel termine e quindi cultura, socialità fare qualcosa per la propria città, portare il proprio contributo. Da qui nasce il “Club del libro”,  la rubrica letteraria online,  il “Book Sharing”, la presentazione di libri, convegni sull’omosessualità, sull’immigrazione, sul lavoro, sugli anni 60 – 70 e ancora: laboratori di giornalismo, fotografia, corsi di danza popolare, iniziative per l’orientamento all’università, guide per gli studenti, aula studio, cineforum, serate musicali per arrivare all’ultima (sopracitata) che i militanti del Laboratorio Aprile hanno organizzato.

 

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