Il 2018 è l’anno del cibo italiano, dove mangiare bene? “Campania sul podio, un ‘occasione imperdibile per il made in Italy”

Mangiare, un momento importante per la vita dell’essere umano, nutrimento del corpo e dello spirito.

Il piacere dei banchetti non si deve misurare dalle squisitezze delle portate, ma dalla compagnia degli amici e dai loro discorsi. (Cicerone)

In ogni epoca copiose e appetitose, pietanze di carne o di pesce, accompagnate da brocche e calici di vino: una scena che se da un lato riecheggia il celebre banchetto luculliano, che amava sostare in una delle sue tenute a Napoli, dall’altro è l’emblema di una civiltà, della sua identità e della sua storia.

Mangiare in Campania

Ed è proprio nell’arte che è lecito riscoprire e riflettere in prima istanza questo eccezionale valore culturale. Da sempre il cibo, come anche il vino, sono immagini di benessere, status sociale e gusto estetico. Non sarà una coincidenza allora se il 2018, l’anno del cibo italiano, annunciato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Franceschini, insieme al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali Martina, prenda il via dai musei.

La Campania è in prima linea, il 2018 sarà un’occasione imperdibile per valorizzare un patrimonio agroalimentare unico che abbraccia tutta la penisola e in particolare la nostra regione.

Con queste parole si è espresso il Consigliere regionale e Vicepresidente della Commissione Agricoltura della Campania Erasmo Mortaruolo.

In Commissione Agricoltura abbiamo portato avanti un costante lavoro di analisi, di ascolto, di confronto, di prevenzione, di promozione dell’agricoltura sociale; sulla valorizzazione della sentieristica e del paesaggio; sulla sicurezza alimentare e sulla sostenibilità; sulla tutela delle eccellenze alimentari regionali. Strategico è il Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020 che la Regione Campania con dovizia sta illustrando nella sua articolata varietà di misure attuative. Grazie al sostegno della Comunità Europea punta a dare agli agricoltori e ai giovani che vogliano avvicinarsi all’agricoltura gli strumenti giusti per incrementare la quantità e la qualità delle produzioni investendo al contempo sulla sostenibilità e sulla sicurezza alimentare.

Un patrimonio agroalimentare, quello noto nel mondo come “Made in Italy”, che è un vero e proprio mood, uno stile di vita, che associa saper fare, bellezze artistiche e paesaggistiche, e memoria ultra secolare. Una cornice dove il cibo insieme all’arte prosegue nel racconto della storia delle nostre terre e delle persone che le vivono. E la Campania, salita sul podio nazionale con le sue 515 specialità alimentari tradizionali censite, sarà perciò una protagonista del 2018, con l’impegno di promuovere e rendere “l’accesso al cibo un diritto di tutti”.

È da questo mese che avranno vita diverse iniziative, eventi e manifestazioni, il tutto coniugato alla cultura e alla tradizione enogastronomica del Bel Paese. Obiettivo sarà la valorizzazione dei riconoscimenti Unesco che fanno riferimento al cibo come la “Dieta Mediterranea“, nota nella terra dei centenari, il Cilento, e il biologo statunitense Ancel Key che in Campania ebbe la sua fortuna. E ancora all’Arte del pizzaiuolo napoletano da poco iscritta, oltre ad altre riconoscenze.

Dobbiamo trovare qualcuno con cui mangiare e bere prima di cercare qualcosa da mangiare e da bere, perché mangiare da solo significa fare la vita di un leone o di un lupo. (Epicuro)

Di seguito, saranno avviate giornate promozionali, anche in termini turistici, di paesaggi rurali storici, per il coinvolgimento e la divulgazione delle filiere. Presente un focus specifico per la battaglia contro gli sprechi alimentari. Seguendo questo leitmotiv ha luogo poi una campagna social basata su alimenti e piatti d’autore, quelli belli da concepirne profumo e gusto: è #museitaliani su www.beniculturali.it/annodelciboitaliano.

Colui che riceve i suoi amici e non presta alcuna attenzione al pasto che è stato preparato, non merita di avere degli amici.” (Anthelme Brillat-Savarin)

È importante rammentare come l’evoluzione dell’uomo, sin dai valori greco-romani, abbia inizio proprio dalla tavola: infatti, l’uomo “evoluto” si differenzia dal barbaro o dall’animale per il fatto che si nutre in un modo sociale. O meglio, tornando a quanto dicevo in principio, come scrisse Plutarco, “noi non ci sediamo a tavola per mangiare, ma per mangiare insieme“.

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo ‘Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento’. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all’anima candida di questa terra.

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