Il derby campano come da pronostico va al Napoli, invece al Benevento formato “new look” non bastano i nuovi acquisti, la permanenza in serie A diventa sempre più un’utopia.

E’ del 2005 l’ultima partita del Napoli a Benevento vinta dai partenopei di Reja per 2-0 con reti di Pià e Sosa, quasi 13 anni dopo per la prima volta in serie A Benevento e Napoli si affrontano allo stadio Vigorito in un match non banale e scontato come è stato quello del girone d’andata.

Il Benevento parte subito forte con il tridente offensivo Djuricic, Guilherme e D’Alessandro che non dà punti di riferimento e mette in difficoltà la linea difensiva alta azzurra. Il Napoli risponde con un’azione lampo di Insigne che al limite dell’area supera Puggioni, ma colpisce la traversa. Da quel momento la squadra partenopea ha in mano le redini del gioco fino al 20′ quando Allan trova Mertens in area di rigore che con un tiro-cross beffa Puggioni siglando l’ ennesimo eurogol, è la 14esima rete di questa magnifica stagione per il belga. I partenopei continuano a dominare la partita e sono ancora pericolosi con Mertens, Callejon ,Insigne e Koulibaly, mentre i giallorossi tentano la beffa nel finale della prima frazione di gioco con un contropiede non finalizzato da Djuricic. Il secondo tempo parte con il Napoli sempre sul piede dell’acceleratore che vuole chiudere al più presto la gara e ci riesce sfruttando un errore sul disimpegno difensivo da parte di Venuti, palla recuperata da Callejon che serve al centro dell’area Hamsik che insacca per lo 0-2. La partita da quel momento prosegue in scioltezza per la squadra azzurra tranne in due occasioni : il rigore procurato da Koulibaly ai danni di Coda, poi giustamente annullato per posizione di fuorigioco attiva di quest’ultimo, segnalata dal Var, e l’infortunio di Mertens, che si è rilevato meno grave del previsto (potrebbe essere già a disposizione per la Lazio,ndr), per una brutta entrata di Djimsiti sanzionata solo con il cartellino giallo.

Il Napoli porta così a casa la sesta vittoria consecutiva, dopo aver inghiottito il boccone amaro del mercato invernale che a parte l’arrivo a parametro zero del centrocampista francese tuttofare Zinedine Machach, è stato parecchio deludente. Dopo il no inaspettato di Verdi, l’unico profilo richiesto da Sarri, funzionale al suo gioco, era Politano e il Napoli ha cercato in tutti i modi di concludere la trattativa arrivando ad un’offerta complessiva di quasi 30 milioni di euro. Un’offerta accettata in extremis dal Sassuolo che secondo De Laurentiis non avrebbe apposto i timbri e firme entro le 23 (i tempi prestabiliti della chiusura del mercato). Per quanto riguarda il Benevento è la 20esima sconfitta stagionale di un “annus horribilis” che può essere concluso in maniera dignitosa proprio solo grazie alla campagna acquisti di gennaio, ben 8 nuovi giocatori tra cui spiccano elementi di esperienza internazionale del calibro di Sandro e Sagna, il quale ha così giustificato la scelta del club sannita a discapito di altri club europei più prestigiosi :

 In un’era in cui il calcio è diventato più un business, Benevento rappresenta il cuore e l’anima di ciò che dovrebbe essere una squadra di calcio. Passione, cuore, speranza, gioia, amore e una filosofia allineata a quella del mio modo di pensare nella vita. La mia mossa potrebbe sorprendere molti, ma sono sicuro al cento per cento che mi unisco al club giusto, per le giuste motivazioni. Credo ancora di avere due o tre anni di calcio a un buon livello. Mi sono sempre mantenuto in ottima forma e vivo uno stile di vita sano.

 

Napoletano dal ’91. Appassionato di calcio, atletica leggera e F1.

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