Continuano i lavori a cura delle istituzioni e dell’Accademia Napoletana per rendere la lingua napoletana patrimonio dell’Unesco

Il 12 marzo scorso è stata convocata una commissione consiliare congiunta scuola cultura del comune di Napoli sulla tutela della lingua napoletana. Il tema è stato la possibile richiesta alla Unesco di inserire la lingua napoletana nella lista dei patrimoni immateriali culturali dell’umanitàsulla scorta di una proposta avanzata dall’Accademia Napoletana.

Il 21 febbraio scorso, infatti questa ha presentato una relazione all’Unesco in merito alla necessità di salvaguardare il Napoletano dal costante rischio d’estinzione o di sgretolamento culturale. Il 21 febbraio è stato scelto non a caso, in quanto Giornata Internazionale della Lingua Madre ed il Napoletano lo è, anche perché trasmesso da generazione in generazione, almeno tra i cittadini di Napoli (senza considerare le comunità emigrate).

In seno alle Commissioni consiliari, alla presenza del Consigliere della Presidenza della Regione Campania, per i rapporti internazionali ed Unesco, dott. Francesco Caruso, è stato portato a sostegno della proposta anche una nota dell’INEV – INSTITUT D’ESTUDIS VALENCIANS della città di Valencia (Spagna).

Si è trattata di un’audizione molto importante in quanto erano presenti docenti, poeti e rappresentanti della scuola: si è discusso tra l’altro dell’introduzione nel sistema scolastico cittadino e regionale di percorsi formativi ad hoc della lingua napoletana, una delle iniziative, tra l’altro,avanzate dall’Accademia stessa. Nella relazione consegnata dall’Accademia sia alle Commissioni che al dott. Caruso sono state evidenziate le criticità sociali e culturali che mettono a rischio il patrimonio linguistico napoletano, specie per le nuove generazioni e la necessità di una tutela UNESCO in quanto patrimonio culturale immateriale dell’Umanità (in una o più delle sue declinazioni: poesia, canzone, teatro, ecc.).

Si è trattato in sostanza di un primo passo verso una sorta di tutela giuridica oltreché culturale del Napoletano e del patrimonio storico e sociale che ne è alla base, un patrimonio dell’intera Italia ma, si spera anche ufficialmente, universale, dato il suo apprezzamento internazionale in ogni forma in cui tale lingua appunto si è espressa (in ultimo l’arte del pizzaiuolo che appropriatamente riporta al lessico napoletano).

Massimiliano Verde, napoletano, dottore magistrale in Scienze Politiche, ricercatore storico del patrimonio linguistico e culturale campano.

Consulente in progetti ed eventi culturali, artistici e d’incoming turistico in Italia ed all’estero.

Presidente dell’Accademia Napoletana, per la promozione, diffusione e salvaguardia della Cultura e della Lingua di Napoli.

Con l’Accademia, organismo di studio della sua associazione Notre Napule ‘a Visionaire, ha prodotto il primo corso e certificato di conoscenza di lingua napoletana ai sensi del QCER/CEFR europeo riconosciuto da un’istituzione pubblica (Comune di Napoli), la prima mappa info-turistica dalla doppia odo-toponomastica (III Municipalità di Napoli) e redatto il primo documento pubblico in lingua napoletana del XXI secolo, prodotto poi dall’Assessorato ai Giovani del Comune di Napoli ed ulteriori iniziative (collaborazione per il recupero della Chiesa di Santa Luciella ai Librai, realizzazione di mostre documentarie e fotografiche in lingua napoletana a Napoli, Scafati e Giugliano in Campania) sempre per la protezione del patrimonio linguistico-culturale di Napoli e campano.

Ha ricevuto per il suo progetto sulla lingua napoletana numerosi e prestigiosi apprezzamenti, tra i cui, (oltre al Comune di Napoli), da parte del dott.Mariano Rigillo, Direttore della Scuola di Teatro dello Stabile/Teatro Nazionale di Napoli, del Consiglio Regionale della Campania ed anche dall’estero (Università URCA del Brasile, Centre Culturel Italien di Parigi, Istituto di Studi Valenziani in Spagna, ecc.)

Collabora con enti culturali, artisti ed associazioni in Italia ed all’estero.

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