Presentato il nuovo tecnico del Napoli, Ancelotti chiarisce subito che l’acquisto di Cristiano Ronaldo della Juve sarà un incentivo a vincere il campionato.

«Il nostro centravanti è lui». Così esordisce Aurelio De Laurentiis presentando ufficialmente Carlo Ancelotti alla conferenza stampa di Di Maro, in relazione alle voci che vogliono il club azzurro sulle tracce di una punta di peso. Poche battute bastano al neo tecnico del Napoli a sottolineare la sua voglia di tornare in Italia e come un giorno ci si possa ricordare del 2018 non solo come l’anno del colpo CR7 ma anche di quello Ancelotti.

Se il fuoriclasse portoghese può essere considerato il colpo più importante degli ultimi vent’anni (Ronaldo, quello originale, fu acquistato dall’Inter nel 1997), il ritorno di Ancelotti in patria potrebbe essere quasi lo stesso sul fronte degli allenatori.

Alle scontate domande su CR7 e se l’avesse sentito in questi giorni, il tecnico emiliano dribbla il quesito dicendo di aver sentito un altro Cristiano, Giuntoli, il DS del club, e che nelle ultime settimane secondo la stampa dovrebbe aver sentito “tanti di quei giocatori…”.

Interrogato inevitabilmente sul suo predecessore, Maurizio Sarri, Ancelotti ha detto che la sua eredità non gli pesa, dato che il concetto di gioco è lo stesso e cioè votato al controllo della palla con una squadra molto corta. Importanti poi ledichiarazioni sulla squadra, escludendo la vendita dei giocatori in organico e soprattutto dei giovani coi quali si potrà fare molto bene, parlando espressamente di Hamsik e del grande apporto che potrà dare alla squadra come regista.

Parole al miele anche per gli altri veterani Albiol e Callejon, imprescindibili, mentre incalzato sul modulo Ancelotti ha sostanzialmente confermato il modo di giocare di Sarri, con Mertens che può agire sia alle spalle della prima punta Milik che in sua vece, scambiandosi di ruolo tra le linee con Insigne e Verdi.

Tra le motivazioni della sua scelta il mister non ha nascosto il fascino che la città esercita su di lui, e che ha deciso di vivere in centro proprio per viverla al meglio.

Interrogato sugli obbiettivi ha palesato la volontà di andare oltre i gironi in Champions, dove il Napoli partirà in seconda fascia, e che il campionato è possibile vincerlo anche con 85 punti. Un occhio anche al mondiale con una frecciatina al prossimo campionato: «Anch’io aspettavo il Brasile. Invece questo Mondiale ci sta insegnando che la differenza non la fa la singola stella, ma un gruppo di giocatori che lavorano bene insieme».

 

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