Cuore Napoli, all’89° perde 1-0 ed in due minuti le riserve di lusso Milik e Diawara capovolgono il Chievo. Un paio di minuti che tramutano i fischi del San Paolo in adrenalina pura da usare nella rincorsa alla Juve.

Quando tutto sembrava perduto, ecco il Napoli. Gettare il cuore oltre l’ostacolo è quanto chiedevano i tifosi ad una squadra che vuole finalmente coronare il sogno di una città intera, che fino all’89° di quello stregato Napoli-Chievo sembrava essere perduto per sempre. Ed ecco piovere fischi sulla squadra, figli di un gioco spettacolare e tante aspettative che hanno però subito tante mortificazioni, come le eliminazioni prima dalla Champions League, poi dalla Coppa Italia ed infine dall’Europa League.

Un traguardo che mai come quest’anno sembrava alla portata, lo Scudetto, con una Juve padrona del torneo ma meno irreprensibile degli ultimi sei campionati vinti. Ed è qui che la causa del Napoli ha iniziato a macinare gioco, punti ed aspettative, che ha paradossalmente sacrificato ogni speranza di successo nelle altri competizioni per raggiungere quel sogno chiamato Tricolore. Ma si sapeva, la strada per il successo è lastricata di ostacoli. E quello più grosso è la Juventus che va affrontata a casa sua, per tenere accese le ultime speranze di vittoria.

napoli chievo

Questo fardello è ingombrante e taglia le gambe, o almeno questo è l’effetto che ha ottenuto sui giocatori del Napoli, stanchi e senza quell’acume che fino a poche giornate fa risolveva le partite. La sconfitta con la Roma ha aperto un filone negativo portato avanti col pareggio a San Siro con l’Inter e quello in extremis col Sassuolo, crisi di risultati che non ha colpito la Juventus sempre vincente o quasi, che ha capovolto le sorti del campionato sorpassando gli azzurri e mettendosi in posizione di vantaggio.

In questo contesto la sconfitta che stava maturando al’89° col Chievo sembrava il naufragare definitivo del sogno scudetto e di dare un senso a questa annata, con la Juve vincente a Benevento (non senza polemiche) e 7 punti di svantaggio. E dire che l’andazzo non era dei migliori già in partenza, con un primo tempo sterile che ha creato pochi problemi a Sorrentino ed al Chievo che è venuto a fare la sua solita partita catenacciara.

Napoli Chievo

L’andazzo si è capito, sarà una partita di sofferenza. Il Napoli inizia finalmente l’assedio alla porta veronese ed al 6′ della ripresa ha la chance di passare in vantaggio: Mertens cade in area e l’arbitro fischia il rigore. Alla battuta va lo stesso belga che visibilmente stanco e poco in partita cerca l’ennesimo rigore alla destra del portiere, che Sorrentino para con facilità. E’ il secondo rigore sbagliato in stagione dal belga e il morale è a terra, ci manca giusto il vantaggio del Chievo che puntualmente arriva al 27′: Incomprensione tra Koulibaly e Tonelli che mandano in porta Stepinski alla vera prima occasione dei clivensi, il polacco non sbaglia davanti a Reina e campionato chiuso.

Lo sgomento del San Paolo si trasforma in fischi, il capro espiatorio è Insigne, uno dei più attivi fino a quel momento e visibilmente innervosito per la reazione della tifoseria. Allora Sarri in preda alla disperazione manda in campo Milik, l’ariete polacco tornato finalmente in forma dopo il pesante infortunio al crociato è smanioso di ribaltare le sorti del match e gli basta poco per mettere in luce la sua freschezza atletica, in pesante contrasto con l’usura dei tre tenori Mertens-Insigne-Callejon che non ne saltano una.

Napoli Chievo

All’89° è proprio Insigne con un lancio da urlo ad aprire la difesa veronese e trovare Milik davanti a Sorrentino, il colpo di testa del polacco è delizioso e scavalca l’estremo difensore con una sorta di pallonetto a giro, riaccendendo il San Paolo per gli ultimi quattro minuti di speranze. Il Napoli ci crede e lo stadio torna una bolgia, la partita sembra scivolare verso un pari che sa di sconfitta ma al 93° il campionato cambia la sua storia: Angolo dalla destra per la spizzata di Milik a centro area, la palla finisce precisa sui piedi di Diawara, il centrocampista oggi al posto di Jorginho (ed impalpabile fino a quel momento) caccia un destro di interno piede che si deposita in rete con una dolcezza sublime.

Contro ogni previsione il Napoli compie una rimonta che ha dello storico, e che sa tanto di sliding door. Un campionato virtualmente chiuso si riapre in due minuti, come se dietro ci fosse una volontà divina, chissà non sia San Gennaro. Polemica l’esultanza finale di Insigne che polemizza con quanti hanno ‘abbandonato’ la causa quando sembrava finita, mentre Sarri trova finalmente i goal dei panchinari così poco sfruttati in campionato e che a sua detta fanno la vera differenza tra il Napoli e la Juventus, impossibile non notare la verve di Milik e la stanchezza di uno stremato Mertens.

Un qualunque napoletano con la passione per i libri, le belle storie e la scrittura.

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