Fanno discutere le scelte di Sarri che si presenta contro lo Shaktar senza due dei suoi uomini più in forma, Allan e Mertens.

La Champions League non è mai banale. Ritornare sulla terra dopo le 10 vittorie consecutive è una batosta su cui Sarri ed i giocatori dovranno lavorare, ed il 2 a 1 subito ieri sera in Ucraina può avere un duplice effetto: Nelle prime uscite il Napoli è sembrato non lucido ed in forma come l’anno scorso nonostante la media di 3 goal a partita in campionato, come ammesso dallo stesso tecnico azzurro  “C’è stato un inconscio appagamento dopo lo spareggio di agosto con il Nizza: già contro Atalanta e Bologna non avevo visto il vero Napoli“, è pur vero che il confronto contro i campioni ucraini può portare al Napoli la consapevolezza di non essere la squadra da battere, di ritornare con i piedi per terra per affrontare la stagione con l’attenzione giusta per non sottovalutare nessun avversario, per cui la sconfitta potrebbe rappresentare una svolta per trovare quella fame che ha contraddistinto gli azzurri lo scorso anno, cercando di limitare il logico contraccolpo che una sconfitta porta.

Sarri lascia fuori Mertens e Allan preferendo la qualità e lo spessore dei due polacchi Milik e Zielinski, scelta che ha inciso sul risultato al netto dei (pesanti) errori individuali, dato che in mediana si è sentita la mancanza di un incontrista come Allan, dato che il centrocampo napoletano è stato spesso in balia dello Shaktar che è riuscita a passare in doppio vantaggio prima con lo spettacolare goal tutto di prima finalizzato da Taison e nel secondo tempo con la punta Ferreyra che sfrutta una clamorosa uscita a vuoto di Pepe Reina. Il Napoli si rende pericoloso con Insigne che rientra sul destro dal vertice dell’area avversaria e cerca di piazzare il solito tiro a giro sul palo lungo, bravo il portiere Pyatov a farsi trovare pronto. La musica cambia con l’ingresso di Mertens ed il cambio modulo dal 4-3-3 al 4-2-3-1, dato che proprio su una serpentina del belga nasce il calcio di rigore calciato da Milik che porta il risultato sul 2-1. Non vanno in porto gli sforzi degli azzurri che prima subiscono il palo di Ferreyra poi sciupano una clamorosa occasione con Milik a tu per tu con Pyatov su assist di Insigne.

L’altra partita del girone è finita con un pronosticabile 0-4 in favore del Manchester City che ha facilmente superato il Feyenoord, prossima avversaria del Napoli nel girone e squadra più abbordabile contro cui i 3 punti devono essere raggiunti, altrimenti la qualificazione agli ottavi sarebbero messe in seria discussione.

Gli errori individuali di Reina e la prestazione scarsa di Marek Hamsik hanno determinato in buna parte la sconfitta di ieri ma un ulteriore campanello d’allarme lo accende Callejon: “Gli avversari ci studiano, avremo bisogno di trovare delle altre soluzioni“, ed ecco che viene in aiuto il 4-2-3-1 provato nel secondo tempo e che ha portato il Napoli a sfiorare il pareggio, e magari il banco di prova ideale sarà la trasferta di domenica contro il Benevento dove si preannuncia un turn over abbastanza corposo per affrontare gli impegni ravvicinati, dato che mercoledì prossimo ci sarà la Lazio.

Commenta