Dopo un accurato lavoro di restyling, tornano alla luce gli otto re di Napoli in Piazza del Plebiscito

Dopo più di tre anni, eccoli, gli otto re di Napoli, nascosti per troppo tempo da teli e impalcature, ora tornano a mostrarsi in tutto il loro fascino agli occhi del pubblico partenopeo e a quelli incuriositi dei tanti turisti che affollano le vie del capoluogo campano. Gli otto re di Napoli, ovvero le statue che da ormai ben più di un secolo ornano la facciata di Palazzo Reale in Piazza Plebiscito, una meravigliosa opera architettonica rimaneggiata magistralmente da un artista del calibro di Luigi Vanivtelli che chiude in modo alterno le arcate sotto le quali il re Umberto I volle inserire, appunto, le statue. Napoli ritrova così un pezzo pregevole del suo passato.

Otto re che hanno fatto la storia di Napoli. Ogni statua vede rappresentato il capostipite di una dinastia alla quale Napoli è stata sottoposta lungo il corso della sua lunga storia.

Ruggiero il Normanno (1095-1154), opera di Emilio Franceschi
Che dopo aver conquistato l’intera Italia meridionale l’accorpò sotto un unico regno,organizzando un governo efficiente, personalizzato e centralizzato.

Federico II di Svevia (1194-1250), scolpito da Emanuele Caggiano
Appartenuto alla nobile famiglia degli Hohenstaufen . Il suo regno fu contraddistinto da una forte attività legislativa e da una energica  innovazione artistica e culturale, volta a unificare le terre e i popoli, ma fortemente contrastata dalla Chiesa, di cui il sovrano mise in discussione il potere temporale. Fu un apprezzabile letterato, convinto protettore di artisti e studiosi: la sua corte fu luogo di incontro fra le culture greca, latina, germanica, araba ed ebraica.

Carlo I d’Angiò (1226-1285) forgiato da Tommaso Solari
Figlio del re di Francia, Luigi VIII (detto il Leone) e di Bianca di Castiglia, era fratello del re di Francia, Luigi IX (detto il Santo). Conquistò il Regno di Sicilia nel 1266 sconfiggendo a Benevento l’ultimo re svevo, Manfredi di Sicilia. Perse nel 1282 la parte siciliana del Regno in seguito ai Vespri Siciliani, rimanendo peraltro re di Napoli fino alla morte.

Alfonso I d’Aragona detto “il Magnanimo” (1396-1458) scolpito da Achille d’Orsi
Figlio primogenito del principe di Castiglia e León, e futuro re della corona d’Aragona e di Sicilia. Alfonso rappresentava la vecchia stirpe dei conti di Barcellona per discendenza materna, mentre, da parte di padre, discendeva dal casato di Trastámara, una discendenza illegittima dei reali di Castiglia. Per diritto ereditario era anche re di Sicilia e Sardegna (che contese alla Repubblica di Genova) e conquistò il Regno di Napoli, nella cui capitale stabilì la propria corte e che divenne il fulcro della Corona d’Aragona.

Carlo V di Spagna (1500-1558) è firmato da Vincenzo Gemito
Fu Imperatore del Sacro Romano Impero come Carlo V, re di Napoli come Carlo IV, Duca di Borgogna come Carlo II, re di Spagna, re di Sardegna e re di Sicilia come Carlo I. È stato una delle più importanti figure della storia dell’Europa, padrone di un impero talmente vasto ed esteso, su due continenti, che gli viene tradizionalmente attribuita l’affermazione secondo cui sul suo regno non tramontasse mai il sole.

Carlo III di Borbone (1716-1788) è opera di Raffaele Belliazzi
Nel 1734, durante la guerra di successione polacca, al comando delle armate spagnole conquistò i regni di Napoli e di Sicilia, sottraendoli alla dominazione austriaca. L’anno successivo fu incoronato re delle Due Sicilie a Palermo, e nel 1738 fu riconosciuto come tale dai trattati di pace, in cambio della rinuncia agli stati farnesiani e medicei in favore degli Asburgo e dei Lorena. Capostipite della dinastia dei Borbone di Napoli, restituì alla città l’antica indipendenza dopo oltre due secoli di dominazione straniera, inaugurando un periodo di rinascita politica, ripresa economica e sviluppo culturale.

Gioacchino Murat (1767-1815) scolpito da Giovan Battista Amendola
Fu generale francese, re di Napoli e maresciallo dell’Impero con Napoleone Bonaparte. Divenne cognato di Napoleone Bonaparte sposando Carolina Bonaparte, sorella minore dell’imperatore.
Nel 1808 Napoleone lo nominò re di Napoli, dopo che il trono sottratto ai Borbone si era reso vacante per la nomina di Giuseppe Bonaparte a re di Spagna. A Napoli il nuovo re, ormai noto come “Gioacchino Napoleone”, fu ben accolto dalla popolazione, che ne apprezzava la bella presenza, il carattere sanguigno, il coraggio fisico, il gusto dello spettacolo e alcuni tentativi di porre riparo alla sua miseria, ma venne invece detestato dal clero.

Vittorio Emanuele II di Savoia (1820-1878) opera di Francesco Ierace
realizzato in seguito al plebiscito che chiamò i napoletani a votare per l’Italia una e indivisibile, quando fu acconsentita l’annessione dell’ormai ex Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna con una percentuale del 79 per cento.

La speranza è che possano rimanere a lungo pulite e intatte, affinché tutti ne possano godere e ammirare la vista. Dopo un lungo lavoro di restauro, ecco un altro pezzo di storia partenopea che torna alla luce in tutto il suo splendore, in tutto il suo fascino, ecco a voi gli otto re di Napoli.

Laureato in Storia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Storia Moderna dal titolo RITRATTO O MODELLO DELLE GRANDEZZE, DELIZIE E MERAVIGLIE DELLA CITTA’ DI NAPOLI del marchese Giovan Battista Del Tufo(1588)’ (Relatrice la prof.ssa Marcella Campanelli). Laureato in Scienze Storiche, curriculum moderno e contemporaneo, con una tesi in storia moderna seguita dal prof. Giovanni Romeo, dal titolo ‘Le denunce di adescamento in confessione a Napoli tra Sei e Settecento’. Amante della musica, suono la chitarra, scrivo e musico canzoni. Con le mie parole e la mia cultura spero di dare voce all’anima candida di questa terra.

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