Villa Pausilypon, dove la musica «salva» l’archeologia. La rassegna Pausilypon: Suggestioni all’Imbrunire

Pausilypon: Suggestioni all’Imbrunire è una rassegna di musica e teatro che si svolge a Napoli al Parco Archeologico del Pausilypon. Giunta alla sua IX Edizione, la manifestazione, ideata e curata dal Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus, d’intesa con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli  e con il patrocinio morale del Comune di Napoli, si ripropone come raffinato incontro tra archeologia, natura, musica e teatro nella straordinaria cornice dell’antica Villa D’Otium, del I Sec a.C.,  di Publio Vedio Pollione.

Otto appuntamenti, partiti il 27 maggio e che termineranno il 15 luglio, per riscoprire l’incanto del Pausilypon al tramonto, accompagnati dai suoni, le melodie e la voce dell’avanguardia culturale, teatrale e musicale napoletana, per la direzione artistica di Stefano Scognamiglio e Francesco Capriello. La cornice è quella della calda luce dell’imbrunire, ogni appuntamento avrà inizio col percorso ricco di suggestioni dall’imponente Grotta di Seiano fino all’incontro con gli artisti presso l’area dei teatri. Prima dello spettacolo sarà possibile gustare delle eccellenze enologiche campane, selezionate anche quest’anno grazie alla preziosa collaborazione dall’Associazione Ager Campanus, accompagnata da un rinfresco di qualità offerto da Di Pinto Bakery&Bistrot. Il main Sponsor di questa IX Edizione è Palazzo Caracciolo, il prestigioso boutique hotel del Centro Storico di Napoli. Come sempre gli introiti delle serate andranno a finanziare progetti di ricerca, tutela e valorizzazione del comprensorio archeologico-naturalistico Pausilypon – Gaiola dove il CSI Gaiola onlus è impegnato in prima linea da oltre dieci anni.

«Con la cultura non si mangia» così qualche tempo fa si espresse l’ex ministro Giulio Tremonti. Un leitmotiv ripreso tempo dopo anche dall’ormai ex presidente americano Barack Obama. Insomma, bandite le scienze umanistiche, vedi la letteratura, la storia, la storia dell’arte, gli studenti stando al parere dei più avrebbero, anzi, dovrebbero dedicarsi allo studio di materie, percorsi, facoltà che permettano di guadagnare di più.

Italia e Usa sono però molto lontani. E qui non parliamo solo in termini geografici. Basterebbe osservare l’immenso patrimonio storico e culturale che può vantare il nostro paese. Non ce ne voglia no Obama e Trump. Una fortuna inestimabile che spesso cede all’usura del tempo e all’incuria, ma che potrebbe figurare come una risorsa economica (e culturale, ovviamente) capace perfino di generare notevoli indotti economici. Un tesoro di arte, architettura e storia che sta a cuore ai cittadini. E là dove tardano interventi pubblici, ecco agire i privati. È proprio quello che è accaduto – e sta accadendo – al parco archeologico ambientale del Pausilypon.

Posillipo e la Villa Pausilypon.
La parola Pausilipon, così dolce e così onomatopeica, significa in greco pausa dal dolore: fu così che, nel I secolo a. C., volle chiamare la sua magnifica villa, situata sul promontorio tra la Gaiola e la cala di Trentaremi, il ricco cavaliere beneventano di origine liberta Publio Vedio Pollione (Fu uno degli uomini più ricchi della tarda Repubblica). Discendente di liberti (i Vedii erano una famiglia facoltosa di Benevento), raggiunto il rango equestre, nel periodo di trasformazioni politiche successivo alla battaglia di Azio assunse il governo dell’Asia, una delle più ricche province romane). Ma di lì a poco, data l’amenità e le delizie del luogo, il nome venne esteso all’intera collina, che divenne nell’antichità ed è tutt’oggi uno dei luoghi più celebrati della città di Napoli. Da subito l’area rivelò la sua vocazione residenziale: sontuose e rinomate furono le villae maritimae che da qui si protesero a in mare, sia adagiate sulle terrazze di tufo modellato dai flutti, sia sostenute da virtuosistiche sostruzioni artificiali.
La straordinaria villa di Vedio Pollione (poi donata ad Augusto) stava tra la Gaiola e la Cala dei Trentaremi, occupava 9 ettari di terreno su cui, tra giardini e vigneti, si innalzavano edifici e si rincorrevano eleganti porticati. Gli scavi diretti dall’Architetto Bechi misero in luce nel 1842 un teatro, un odéon, due altri edifici non identificabili, verso il basso un acquedotto, una piscina a volta e gli avanzi di uno stadio.

Se oggi il parco è aperto al pubblico, se è tornato a brillare della sua antica bellezza, il merito è della musica e della rassegna (ormai quasi decennale) “Pausilypon, suggestioni all’imbrunire”. È ideata e curata dal Centro studi interdisciplinari Gaiola Onlus. E proprio grazie al teatro e alla musica, in questi anni sono stati raccolti i soldi necessari al restauro dell’odeion. Ora la storia si ripete: fino al 15 luglio, infatti, si terranno otto eventi culturali. L’intento? Riscoprire l’incanto del Pausilypon (rigorosamente al tramonto) e raccogliere fondi per proseguire il restauro dell’intera area archeologica.

Un progetto culturale nato dal basso che vuole dare nuova luce ad uno dei siti archeologico-naturalistici più importanti della nostra Regione, che nenel tempo ha acquisito un progressivo e crescente avvicinamentoo di pubblico e di critica suggellato nel 2013 dall’accreditamento quale Rassegna Stabile del Parco Archeologico-Ambientale del Pausilypon.

 

Per maggiori informazioni e per il programma completo dell’evento.

 

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